Samp-Genoa, Praet carica l’ambiente: “è la partita della stagione”

Il centrocampista Praet è un pilastro del centrocampo della Sampdoria, le indicazioni in vista del derby contro il Genoa

Samp Genoa
Marco Alpozzi/LaPresse

Si avvicina il derby di campionato tra Sampdoria e Genoa, partita che non ha bisogno di presentazioni ed importante anche per la classifica. Intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ per il centrocampista Praet che svela le intenzioni dei blucerchiati. “Sono diverso. È cambiato persino il mio fisico, lo definirei più… adulto. E sono cresciuto tatticamente. Oggi faccio la mezzala, non c’è più traccia del Praet ai tempi dell’Anderlecht. D’altra parte, ero venuto in Italia proprio perché i margini di crescita in un campionato top come la serie A per me, rispetto al campionato belga, sarebbero stati maggiori. E così è successo».

Trequartista (all’occorrenza), mezzala, di tutto un po’. Il centrocampo è casa sua.

«Sono un giocatore più duttile, più completo. Qui devi pensare velocemente, e avere tanta forza addosso. Il salto mi è servito, ma non mi sento ancora arrivato».

Ambizioso…

«Penso che sia così per qualunque giocatore, c’è sempre la possibilità di fare qualcosa in più. Posso e voglio crescere ancora».

Quale ruolo ha avuto Giampaolo nella sua maturazione?

«Nel 2016, appena arrivato, avevo una mia visione del calcio, giocavo in automatico. Adesso, dopo quasi tre anni con il mister, che mi ha aiutato sotto molteplici aspetti, è tutto diverso. Giampaolo è stato importante per me, così come per tutti i miei compagni. Mi ha aperto la testa, ho capito che ci sono altri modi di intendere il calcio. Le racconto una curiosità: adesso quando vado in nazionale con il Belgio, il c.t. (Martinez, ndr) mi dice: “Dennis, perché vieni sempre a cercare il pallone e giochi così corto?”. “Mister, sono abituato a fare così nella Sampdoria”, gli rispondo. Nel Belgio invece giochiamo con un 3-4-3 e il c.t vuole una squadra larga… Ogni volta devo resettare».

Come arrivate al derby, dopo i k.o. con Torino e Roma?

«Una premessa: questa partita vale più delle sei che poi ci rimarranno prima di finire la stagione. Dobbiamo prenderci i tre punti, soprattutto dopoché nel weekend passato i risultati delle nostre avversarie dirette sono stati a nostro favore: e pensare che il nostro k.o. di sabato in casa aveva fatto sembrare tutto nero. Siamo a quattro punti dall’Europa, con la Roma abbiamo fatto un gran possesso palla, il derby ci serve per la classifica, e non solo per quella».

Perché la Samp ha avuto un rendimento a tratti incostante?

«Nel calcio non vince sempre la squadra migliore. Penso al nostro k.o. casalingo contro il Frosinone, o al gol del pareggio che abbiamo preso in pieno recupero a Firenze (era finita 3-3, il 20 gennaio scorso, ndr). Credo, però, che nel complesso questa sia la nostra dimensione. Siamo tutti lì: noi, la Lazio, l’Atalanta, il Torino, la Roma. Possiamo ancora riprenderli, ci sono ventuno punti in palio da qui al 26 maggio».

Il calendario, fra l’altro, negli ultimi quattro turni è a vostro favore.

«Io dico solo che la Samp è cresciuta anno dopo anno, e in questa stagione ci manca ancora soltanto un piccolo step per essere al top. Nulla è ancora perduto».

Ripensa, talvolta, all’interessamento sfumato della Juve un anno fa?

«Ancora con questa storia… Nessun rimpianto, lo ribadisco. Qui sto bene e mi sento a casa mia. Il primo anno è stato difficile, ora sono un giocatore nuovo anche nella testa. Sono davvero molto felice così».

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Si avvicina il derby di campionato tra Sampdoria e Genoa, partita che non ha bisogno di presentazioni ed importante anche per la classifica. Intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ per il centrocampista Praet che svela le intenzioni dei blucerchiati. “Sono diverso. È cambiato persino il mio fisico, lo definirei più… adulto. E sono cresciuto tatticamente.
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