Lazio, diamo a Lotito quel che è di Lotito: l’ennesimo trionfo dimostra che per vincere non servono i soldi delle big

La Lazio ha vinto la Coppa Italia. I meriti di questo trionfo sono da ripartire tra calciatori, allenatore e società. La gestione Lotito-Tare ha dimostrato come sia possibile vincere senza avere i soldi delle big

gestione Lotito
Alfredo Falcone/LaPresse

La Lazio ha vinto la Coppa Italia. I meriti di questo trionfo vanno innanzitutto ai giocatori, poi all’allenatore Simone Inzaghi, ma soprattutto alla società che, nelle persone di Lotito e Tare, ha dimostrato come si possa vincere attraverso una gestione oculata. I calciatori perché sono loro ad andare in campo e ad avere la parte più importante, l’allenatore perché è riuscito a dare una mentalità nuova alla squadra, offensiva (lo scorso anno la Lazio ha avuto il miglior attacco) ma ha anche saputo correggere i difetti dello scorso anno: la difesa. La squadra ha subito nove gol in meno, pur avendo segnato notevolmente in minor quantità rispetto alla scorsa stagione. Indubbi sono i meriti di Simone Inzaghi: da quando è arrivato nel 2016 ha saputo dare un’impronta di gioco e, pur tra alti e bassi, per un allenatore che faceva la prima esperienza su una panchina di Serie A ha ottenuto risultati importanti. I meriti principali vanno, però, alla società senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile. Diamo a Lotito quel che è di Lotito. La sua gestione, iniziata nel 2004, ha portato in bacheca 3 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane. E non solo: a beneficiarne sono state le casse della Lazio. Molte le plusvalenze nell’oculata gestione Lotito. Ad accompagnarlo nel mercato il fedele Igli Tare, altro interprete del successo biancoceleste.

Come si fa a criticare ancora Claudio Lotito? Vanno tessute le lodi della società, perché la squadra attuale non si è costruita da sola. La premiata ditta Tare-Lotito è riuscita a valorizzare alcuni calciatori come Luis Alberto, Milinkovic-Savic, rilanciarne altri come Caicedo, Correa e farne scoprire altri ancora come Marusic. Non solo. Negli anni Lotito e Tare si sono dimostrati abili affaristi a vendere al momento giusto e ad ottimo mercato i calciatori che avevano fatto le fortune della Lazio: Keita, De Vrij, Felipe Anderson, Candreva, per poi reinvistere (specie all’estero) su giovani talenti o mezzi sconosciuti che si sono rivelati crack pazzeschi. Alla Lazio va dato anche il merito di avere una Primavera florida di talenti: i vari Cataldi, Murgia (ora in prestito alla Spal), Strakosha sono usciti dal vivaio biancoceleste. Certo, insieme a questi nomi ci sono state di mezzo anche meteore che hanno visto il capo solo poche volte. A livello manageriale la vittoria della Coppa Italia di ieri è l’ennesimo successo di Lotito che, con molti meno soldi delle grandi, è riuscito a vincere più di Inter, Milan e Roma negli ultimi anni. E’ inconcepibile criticare uno dei migliori dirigenti italiani. Diamo onore al merito alla gestione di Lotito che ha dimostrato, ancora una volta se mai ce ne fosse il bisogno per gli scettici, che nel calcio non bisogna spendere milioni di milioni, ma con una gestione attenta delle risorse si può arrivare a traguardi importanti.

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La Lazio ha vinto la Coppa Italia. I meriti di questo trionfo vanno innanzitutto ai giocatori, poi all’allenatore Simone Inzaghi, ma soprattutto alla società che, nelle persone di Lotito e Tare, ha dimostrato come si possa vincere attraverso una gestione oculata. I calciatori perché sono loro ad andare in campo e ad avere la parte
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