Vieri: “Alla Juve serve un tecnico che porti bel gioco. Sulla volata Champions e su Conte…”

Intervista esclusiva de “La Gazzetta dello Sport” a Bobo Vieri. L’ex attaccante dice la sua su vari argomenti: a partire dal divorzio tra la Juventus e Massimiliano Allegri: “Guidare la Juve non è semplice, c’è grande pressione, da quelle parti conta solo la vittoria. Serve allora tanta esperienza. Comunque vorrei vedere la Juve giocare molto meglio. E non mi interessano sistemi o tattiche varie, da tifoso del calcio italiano vorrei qualcosa in più, perché quest’anno non mi sono divertito a veder giocare i bianconeri. Juve, Milan e Inter hanno il dovere di essere anche belle, lo impone la loro storia”.

Sul possibile ritorno di Conte in Italia, Vieri dichiara: “Sarà un grandissimo acquisto per il nostro calcio, a prescindere da dove andrà. Antonio è un lavoratore, propone un calcio fatto di velocità, intensità e idee tattiche ben precise. Si aggiorna costantemente, non è mai fermo. Con uno così sul mercato è normale fare follie. È andato in Premier e al primo anno ha vinto il campionato, poi si è portato a casa pure una FA Cup. È difficilissimo imporsi subito in un altro Paese. Ora l’importante è mettergli in mano un progetto serio, di almeno 3-4 anni. E in questo senso che l’Italia deve fare il salto di qualità. Qui si disfa ogni cosa in un attimo, spesso senza ragionare”.

Sulla stagione di Ronaldo, Vieri afferma: “Cristiano va ringraziato per avere scelto la Serie A. Tutto il mondo oggi ci guarda soprattutto per Ronaldo. Ci sta dando una grande mano a risalire a livello di immagine. Anzi, vi dico una cosa: quando smetteranno di giocare Ronaldo e Messi, prenderò la tv, la butterò dalla finestra e me ne andrò al cinema”.

Su quale giocatore, al di là di Messi e Ronaldo, lo impressioni Vieri dice: “Mi piace da morire Neymar, prende tutti per i fondelli con una qualità impressionante. Poi, c’è Mbappé e sono curioso di vedere eventualmente Hazard nel Real Madrid”.

Sulla volata Champions, Vieri si esprime così: “Voglio prima di tutto parlare dell’Inter e in particolare del mio caro amico Spalletti, un grandissimo allenatore. Se centrerà la zona Champions avrà completato un biennio positivo.  L’Atalanta pressa altissimo, ha grande intensità, ti sta sempre addosso, viene a prenderti nella tua area. Decisivo Gasperini, un lavoratore devastante: ti spacca in settimana, e in partita giochi come ti alleni. L’Atalanta è un modello. Milan e Roma troppo discontinue, e a certi livelli paghi ogni minimo rallentamento. Penso anche alla Lazio che a un certo punto sembrava quella messa meglio per produrre l’accelerata decisiva e invece è incappata in tanti stop inaspettati. Il Torino è una squadra finalmente solida. Paga la continuità di lavoro con Mazzarri. E l’anno prossimo sarà meglio, magari con un Belotti sempre al top. Voglio che segni di più. Mi piace”.

Su Kean: “È forte forte. Ha carattere ed è ancora un bimbo. Se Mancio lo ha messo in campo così giovane siamo in una botte di ferro. Si sta muovendo qualcosa di concreto in azzurro e io sono molto fiducioso per l’Europeo”. E sull’amico Petagna: “Ha segnato 16 gol, gli do 8,5 in pagella. Ma deve mettere la maglia dentro i pantaloncini e tirare di più in porta: glielo ripeto ogni volta al telefono…”

Sulle finaliste inglesi, Vieri dice: “Il calcio inglese è oggi il massimo, anche e soprattutto grazie all’apporto dei tecnici stranieri che hanno migliorato a livello tattico e gestionale un calcio che fisicamente era già devastante. Senza contare l’importanza che ha avuto Guardiola per la crescita del movimento inglese. Pep è un fenomeno, il più grande oggi con Klopp“.

Su Sarri, invece, Vieri dichiara: “Lui e Conte predicano un calcio moderno, adatto a competere ai massimi livelli. È ciò che serve al nostro movimento per recuperare terreno. Non ci mancano i tecnici, serve però un salto di qualità mentale generale. E sarebbe bello rivedere in Italia proprio Sarri”.

Infine, uno sguardo alla vita da papà: Stella è la più grande gioia della mia vita, un regalo meraviglioso. Mi diverto a stare con lei, a tenerla fra le braccia. È cambiata completamente la mia vita: prima ero solo e facevo ciò che volevo, ora ho Stellina e non vedo l’ora di tornare a casa…”.

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