Milan, può essere la stagione di Calhanoglu: “futuro? Vi svelo le mie intenzioni”

Calhanoglu si candida ad essere protagonista nella prossima stagione, le indicazioni del calciatore del Milan

Il Milan si prepara per la prossima stagione, il club rossonero è chiamato a riscattare l’ultima deludente stagione e con Giampaolo inizia un nuovo progetto che i tifosi si augurano vincente. Stagione importante anche per Calhanoglu, il turco si è raccontato in una lunga intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’. «Io affronto sempre il mio lavoro per migliorare, sono uno che non si accontenta mai. E se c’è da lavorare duro, sono in prima fila. Per natura. Sto iniziando una stagione tutta nuova, con un nuovo allenatore e un nuovo sistema di gioco. Quindi c’è anche un nuovo entusiasmo».

In campo ma soprattutto nella vita privata. Li cambia i pannolini?

«Certo che sì. Occuparmi di mia figlia è qualcosa che mi viene naturale. Liya ha cambiato la mia vita, adesso se faccio qualcosa lo faccio solo per lei. Penso sarò un bravo papà. Voglio che quando Liya crescerà sia come sua madre, che ha un carattere forte».

Gattuso spesso l’ha definita pubblicamente un ragazzo timido e sensibile.

«Guardi, le posso solo ribadire che la svolta me l’ha data mia figlia. E’ qualcosa che ti fa cambiare il modo di osservare la vita, ora mi sento più maturo. Ed è qualcosa che influisce anche sul lavoro: adesso sono ancora più motivato e serio».

Piatek ha l’ossessione per la Champions, è così anche per lei?

«A me, in generale, piace la filosofia del “meno proclami, più fatti”. Abbiamo poco meno di un mese per lavorare al meglio delle nostre possibilità e non so che cosa succederà in futuro. Però una cosa la so bene: questo è un gruppo composto bene, è forte e c’è tanta qualità».

Compresa la sua, che i tifosi apprezzano e magari vorrebbero vedere con più costanza.

«E infatti io voglio fare di più. Però vorrei anche spiegare un paio di cose. Venendo in Italia il mio calcio è cambiato completamente. Ha dovuto cambiare per forza di cose. Rispetto alla Germania qui si corre di più e c’è molta più attenzione alla fase difensiva, anche per i giocatori offensivi come me. Non è semplice rimodularsi, ma mi sto abituando, anzi è diventato un piacere dare una mano anche in copertura. La realtà è che non ho mai mollato, per carattere sono uno che gioca per il gruppo e per la maglia. E so bene di avere ancora margini di miglioramento».

Se volessimo sintetizzare tutti questi concetti in poche parole, che cosa direbbe?

«Semplice: questo può essere il mio anno».

Si è parlato di lei, anche lungo questa estate, come uno dei giocatori non così certi di restare in rossonero.

«Posso dirvi come la vedo io. Mi sento un giocatore del Milan e non ho mai avuto dubbi di restare perché sono felice qui. L’ho detto espressamente al mio procuratore».

Al posto di Gattuso ora c’è Giampaolo.

«Tatticamente la situazione è diversa rispetto a prima. Il tecnico porta avanti dei bei concetti, ha un gioco aggressivo, quando si perde palla va riconquistata subito. Ha una bella idea di calcio. Col 4-3-1-2 ci sono più soluzioni, più modi per arrivare al gol perché ci sono più giocatori vicini alla porta».

Lei ha giocato parecchio da mezzala e da esterno d’attacco, ma nasce trequartista: la alletta l’idea di poter tornare da quelle parti?

«Giocherò dove vorrà Giampaolo, ma ovviamente è un’ipotesi che i affascina. Io mi sento un numero dieci, abbiamo anche già affrontato l’argomento con l’allenatore. Ma può essere interessante anche la soluzione di giocare in regia, davanti alla difesa».