Bologna, Di Vaio racconta Mihajlovic: “C’è sempre anche quando ha 40 di febbre. Meriterebbe la Panchina d’Oro”

Intervistato da "La Gazzetta dello Sport", Marco Di Vaio ha parlato di Sinisa Mihajlovic raccontando la grinta e la voglia dell'allenatore serbo

La Gazzetta dello Sport ha intervistato Marco Di Vaio, capo-scouting del Bologna. L’ex attaccante ha parlato, in particolare, di Sinisa Mihajlovic: “Per tutto quello che ha fatto e sta facendo, Sinisa Mihajlovic meriterebbe subito la Panchina d’oro. La meriterebbe per l’impatto e l’impronta che ha avuto e dato in quei cinque mesi di un campionato fa e per come sta vivendo il presente. Anche quando ha 40 di febbre, anche quando la spossatezza potrebbe vincerlo, lui è con noi. Sempre“.

Sulle differenze tra il Mihajlovic giocatore e quello allenatore Di Vaio spiega: “Sinisa è rimasto uguale nel rapporto coi giocatori, nella sicurezza che trasmette, nel creare obiettivi sempre superiori, nell’entrare nella testa dei giocatori. Dieci anni fa ci saremmo salvati anche se fosse rimasto lui. E’ cambiato, invece, nell’essersi creato uno staff che lo ha plasmato, completato, migliorato. Il primo Miha forse era più motivazionale, quello attuale è meno istintivo”.

Di Vaio prosegue su Mihajlovic: “Un messaggio di livello mondiale, di grande speranza per tutte le persone che vivono un problema come il suo o simile. E lo è dalla comunicazione data al fatto di non nascondersi mai: non salta una riunione con lo staff, una seduta video, un allenamento nonostante sia sotto febbre o non al pieno delle forze; chiama i giocatori, li motiva. Le volte in cui è venuto alla partita l’hanno visto tutti, ma è il quotidiano che lo rende ancor più forte, speciale.  L’altra sera dopo la partita Bologna-Real Madrid Legends, match che contiamo di replicare con anche altre squadre per gare a scopo benefico, ho detto che siamo una famiglia: è così, non ci sono più barriere né muri qui. Il primo step si è creato quando Sinisa ha deciso di rimanere. Poi la video-chiamata con l’annuncio che ha fatto alla squadra: indescrivibile. Poi, quando la squadra è andata sotto la sua camera dopo Brescia e quando Sinisa è apparso a Verona: non avrebbe potuto farlo, non poteva. L’ha fatto. Come da promessa alla squadra”.

Infine, una battuta sulla partita con la Juventus. Di Vaio è stato l’ultimo a segnare un gol decisivo contro la Juventus e scherza sulla possibilità di un premio a chi segnerà il prossimo: “Mi verrà in mente qualcosa, ma sì, lo faccio, ne parlerò con Fenucci. Se succederà, almeno non sarò sempre io l’ultimo. Prima della vittoria del 2011 aspettammo trent’anni: attenderne altri trenta no eh…”.