Martin Palermo, miglior marcatore del Boca Juniors: entrato nel Guinnes e quel particolare regalo al suo addio

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista odierno è Martin Palermo, attaccante e bandiera del Boca Juniors

Un omone coi capelli tinti di biondo platino. Ma anche uno che si faceva fotografare vestito da donna, uno che è riuscito nell’impresa di sbagliare tre rigori nella stessa partita, uno capace di segnare con un ginocchio sfracellato, un grande attaccante, sgraziato ma terribilmente efficace. Tutto questo è “El Loco”, Martin Palermo. Oltre a Gigi Riva, anche l’ex attaccante argentino festeggia il genetliaco. Per lui sono 46 anni. Nato in una famiglia originaria del Molise (Macchiagodena), ma emigrata in Argentina, inizia a giocare da portiere. A 11 anni arriva la svolta. Il suo allenatore, Garcia, lo inventa centravanti per necessità. E Martin segna a raffica. Si scatena un “Superclasico” di mercato tra River Plate e Boca Juniors. Ma uno così pazzo poteva giocare solo con gli Xeneizes. Nel 1997 Palermo arriva al Boca Juniors grazie anche a Maradona, che fa da intermediario nella trattativa. Goffo e impacciato, ma grintoso, coraggioso, amato come nessuno alla “Bombonera”. Per dieci anni incanterà insieme al “Mudo” Juan Roman Riquelme, affermandosi come il numero 9 più forte del Sudamerica. Momenti di gloria, ma anche di follia, non a caso ti chiamano “El Loco”.

Tra questi momenti di follia non si può non citare l’episodio della Copa America del 1999 che lo fece entrare persino nel Guinnes dei primati. Si gioca Argentina-Colombia. Tre rigori per l’Albiceleste. Dal dischetto va Palermo. Il primo se lo fa parare, il secondo finisce contro la traversa. Non contento calcia anche il terzo, alto. La Colombia segna tre gol e l’Argentina saluta mestamente il torneo. Sempre nel 1999 si gioca Boca-Colon. Palermo si fa male, ma i cambi sono finiti. Con la sia grinta e la sua voglia, stringe i denti e rientra in campo. Segna. Il suo 100esimo gol in carriera. Con un crociato rotto. E sì, perché il ginocchio aveva fatto crack. Lungo stop, ma torna in tempo per fare la storia. Nel 2000 si gioca il ritorno della semifinale della Copa Libertadores. Ovviamente contro il River Plate. Andata 2-1 per i Millionarios. Il Boca vince 1-0, ma per le regole allora in vigore si va ai supplementari. A 13′ dal termine Palermo viene mandato in campo da Bianchi. Un pallone toccato e gol. Il Boca vince 3-0 e vola in finale. Vince la Copa e vince l’Intercontinentale contro i Galacticos del Real Madrid. Chi segna? Ovviamente Palermo, doppietta, contro il solo gol di Roberto Carlos per i Blancos.

Potrebbe arrivare in Italia, alla Lazio, o andare in Inghilterra, al Chelsea. Alla fine va in Spagna, al Villareal. E inizia benissimo, 18 gol in 36 partite. Poi uno stupido infortunio. Mentre esulta per un gol , crolla il muretto di un cartellone pubblicitario: 6 mesi di stop. Dopo una parentesi non fortunata con il Betis Siviglia, torna al Boca. Nella sua seconda avventura a Buenos Aires, diventa il miglior marcatore della storia del Boca con 236 gol. Forma una super coppia con Palacio. Lui sì ci arriverà in Italia. Altri titoli, altri successi, altri trionfi, ma soprattutto altri gol.

Il 4 ottobre 2009, nel match di Apertura contro il Velez, El Loco Palermo segna un gol di testa da 40 metri. Un’opera d’arte. Torna in Nazionale, chiamato da Maradona allora ct. Argentina-Perú. L’Albiceleste ha bisogno di una vittoria per andare al Mondiale in Sudafrica. È il 90esimo minuto e il Perú ha appena trovato il gol del pari. Due minuti di recupero e all’ultimo respiro Palermo la mette dentro. In fuorigioco, ma il VAR non c’era. Al Mondiale ci andrà, a 37 anni. Entra in campo al posto di Milito contro la Grecia nell’ultima partita del girone. Solo dieci minuti per l’esordio nel Mondiale. E indovinate un po’? Segna.

Il 12 giugno 2011 gioca la sua ultima partita alla “Bombonera”. Non trova il gol, stranamente. Lacrime sugli spalti. Al termine del match, microfono in mano, Palermo commuove la Bombonera perché non riesce a finire il discorso che si era preparato, vestito da Superman, ma i tifosi che lo hanno visto segnare così tanto gli fanno il regalo più bello. Gli regalano la porta della Bombonera. Se non può segnare lui, nessuno mai lo farà in quella struttura. L’ultimo omaggio al più grande attaccante del Boca. Qualche anno più tardi, insieme all’ex portiere Abbondanzieri, vincerà il Mondiale di calcio-tennis, sconfiggendo in finale Trezeguet. Oggi Martin Palermo è un apprezzato allenatore.