Bologna, Dzemaili racconta Mihajlovic: retroscena, lacrime, il giorno della triste scoperta…

Il capitano del Bologna, Blerim Dzemaili, racconta Sinisa Mihajlovic: dal giorno del suo arrivo a quello della triste scoperta...

Capitano di una squadra capace di compiere una mezza impresa nel girone di ritorno della scorsa stagione, di una squadra che – oltre che in campo – dall’estate in poi ha dovuto combattere insieme al proprio allenatore. Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, il centrocampista del Bologna Blerim Dzemaili ha parlato del suo allenatore, Sinisa Mihajlovic. Il primo incontro, alcuni retroscena, il giorno della triste scoperta della malattia. Di seguito uno spaccato della sua intervista.

“Fosse arrivato un mese dopo, oggi saremmo in B. Quando venne da me, disse: ‘Devi farmi la differenza, sennò sei un giocatore perso’. Mi diede una scossa e una carica pazzesche. La gara spartiacque? Quella in casa contro l’Empoli, 3-1. Andiamo all’intervallo sotto di un gol. Sinisa dice: ‘Noi la vinciamo perché i gol li facciamo’. I film motivazionali? Mai successo nella mia carriera. Mai. Quando ci fece vedere ‘Il volo della fenice’, a un certo punto stoppò tutto e ci chiese: ‘Voi quale personaggio vi sentite in questo momento?’. In 24 su 25 rispondemmo la stessa cosa, ovvero quello più egoista che pensava solo a se stesso. Morale: non eravamo un gruppo. Cosa che nel film hanno poi fatto, riuscendo a salvarsi la vita”.

Poi, la triste scoperta. “Nella data stabilita noi partiamo per il ritiro: primo giorno, ci dicono che ha la febbre; secondo, uguale. Al terzo, l’ufficio stampa ci dice: il mister vorrebbe parlarvi. Non sappiamo nulla. Quel collegamento via skype ci rimarrà nella mente tutta la vita. Era il 13 luglio e piansi. Sa cosa dicevamo fra noi giocatori prima di quella botta? Che con lui avremmo mangiato il mondo. Ma ci arriveremo”.