Premier League, tornano di moda i bomber inglesi: da Vardy ad Abraham, quanti attaccanti per la Nazionale!

In Premier League tornano a segnare gli attaccanti inglesi. Il reparto offensivo dei Tre Leoni fa paura in vista dell'Europeo 2020

C’era una volta la First Division, che negli anni ’90 diventò Premier League. Da allora il calcio inglese ha fatto passi da gigante. Non si gioca più palla lunga sul centravanti boa, il tipico attaccante anglosassone che fa a sportellate, ma si gioca un calcio tecnico, veloce, moderno. Ma quello che l’Inghilterra ha sempre avuto nella sua storia sono i centravanti, alcuni molto forti, altri meno. Chi non ricorda Gary Lineker, centravanti ai Mondiali di Italia ’90 o il mitico Alan Shearer, simbolo del Newcastle. C’è chi ha vinto il Pallone d’Oro, come Michael Owen, o chi è un idolo per gli appassionati, come Robbie Fowler, bomber del Liverpool. Indimenticati sono anche Andy Cole, Teddy Sheringham, Nigel Clough, Ian Wright e Les Ferdinand. Capitolo a parte merita Matthew Le Tissier, bandiera del Southampton, capace di prodezze inenarrabili. C’è anche chi ha avuto meno fortuna come Emile Heskey. E come dimenticare Kevin Keegan e Wayne Rooney?

Oggi girando sui campi inglesi è più facile che il centravanti boa, nel senso vero del termine, si trovi nelle divisioni minori. In Premier League troviamo invece diversi attaccanti moderni. E saranno proprio loro a contendersi i posti in Nazionale per gli Europei del 2020. Dando una rapida occhiata alla classifica marcatori del campionato possiamo notare come 6 su 20 siano inglesi. Un numero che difficilmente si vedeva negli altri anni, segno che il centravanti sta tornando di moda nei Paesi britannici. Tralasciando Sterling, che sicuramente andrà all’Europeo (e non è un centravanti puro), restano in 5 a giocarsi un posto.

Chi sta sorprendendo è sicuramente Danny Ings, attaccante del Southampton, a quota 9 reti. Per lui valanghe di gol al Burnley, esperienza sfortunata al Liverpool, oggi la rinascita. Per ora è fuori dal giro della Nazionale, ma se dovesse continuare così…

A pari merito con Ings c’è Harry Kane, centravanti del Tottenham e capocannoniere inglese all’ultimo Mondiale. Lui parte nettamente favorito rispetto agli altri. E’ un punto fermo della Nazionale di Southgate, anche se non sta vivendo la sua miglior stagione. Parliamoci chiaro, Kane segna sempre con regolarità, ma i numeri attuali non sono stratosferici se comparati a quelli delle ultime stagioni.

Un gradino più in alto c’è Marcus Rashford. L’attaccante del Manchester United sta facendo benissimo con la maglia dei Red Devils ed è sempre stato un fedelissimo del ct inglese, anche se molte volte è partito dalla panchina. Rashford è capace di fare la differenza anche in pochi spezzoni di gara. Per lui il posto sembra esserci.

Chi è entrato nella cerchia della Nazionale e sta stupendo tutti (già 11 reti in Premier e 1 in Champions League) è Tammy Abraham. Il possente attaccante del Chelsea potrebbe essere una sorpresa della lista di Southgate, che intanto lo ha fatto esordire in gare ufficiali contro la Repubblica Ceca. Ha giocato solo due minuti, 57 nella gara contro il Montenegro. Tanto gli è bastato per segnare la prima rete anche in Nazionale.

Il capocannoniere della Premier è però Jamie Vardy. Lui ha fatto meglio di Aguero, Mané e Salah. Sedici reti per l’attaccante del Leicester, secondo. Dopo il Mondiale del 2018 non è più stato chiamato in Nazionale. Ma i numeri sono impressionanti: 89 gol nelle ultime 5 stagioni, praticamente 18 reti all’anno. Difficile non chiamare il capocannoniere del campionato.

I numeri testimoniano che Southgate ha l’imbarazzo della scelta, ma qualcuno dovrà per forza di cose rimanere fuori. Il reparto offensivo inglese fa paura in vista del prossimo Europeo. Ma, tanto per orgoglio patriottico, ci teniamo a chiudere con i numeri degli attaccanti italiani. Belotti e Immobile hanno realizzato 24 gol in due. Non dimentichiamoci poi Pavoletti, che tornerà il prossimo anno, Berardi, che sta facendo benissimo con il Sassuolo, e i tanti esterni a disposizione di Mancini. Diciamo che anche il ct azzurro può dormire sonni tranquilli.