Giovanni Stroppa, una nascita strana: addio e ritorno al calcio, smise di tifare Juve per colpa di Platini

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Giovanni Stroppo, ex calciatore di Foggia e Milan

Giovanni Stroppa è stato un centrocampista talentuoso. Nato il 24 gennaio 1968 da una famiglia di contadini, Stroppa compie oggi 52 anni. La sua venuta al mondo è particolare: “Il giorno in cui sono nato mio padre era fuori a governare le mucche o a tagliare l’erba e non riuscì ad accompagnare mia madre in ospedale per partorire. Fu così che nacqui in una cascina“. Inizia a giocare nelle giovanili del Mulazzano, poi fa un provino con l’Inter. L’allora presidente nerazzurro Ivanoe Fraizzoli era fratello di sua nonna. L’Inter non si fa più sentire e allora sceglie il Milan. Stroppa simpatizzava in realtà per la Juve: “Quando Michel Platini ha smesso di giocare, io ho smesso di essere juventino”.

Bufera su Paolo Bonolis: “c’è il regolamento a favore della Juventus”, tifosi bianconeri furiosi

I dirigenti del Milan dovevano andare a prenderlo a casa e riportarlo lì: “Se lo volevano al Milan, dovevano venirlo a prendere in casa e riportarcelo dopo l’allenamento. Non “davanti al negozio”, ma “in negozio”, nelle nostre mani“, le parole dei genitori. A dodici anni ci ripensa e vorrebbe smettere. I suoi allenatori gli consigliano di tenere tutto nel caso gli torni voglia di giocare. Passano solo due giorni e Giovanni torna ad allenarsi. Esordisce con il Milan a 16 anni. A Brunico, in amichevole, segna il suo primo gol. Vince il titolo di capocannoniere con gli Allievi Nazionali e viene chiamato in Primavera. Va per due stagioni al Monza poi torna al Milan. Va alla Lazio e poi al Foggia. Tante le maglie indossate in carriera: Udinese, Piacenza, Brescia, Genoa, Alzano Virescit, Avellino e Chiari. A Foggia la sua miglior stagione. Con Zeman allenatore realizza 8 gol e debutta anche in Nazionale.

Matthias Sindelar viene ucciso dai nazisti, storia della stella austriaca che non si piegò a Hitler

Appese le scarpe al chiodo, viene richiamato dal suo Milan. Nel luglio del 2006 comincia la sua avventura da allenatore sulla panchina dei Giovanissimi Regionali. Poi allena la Primavera rossonera e in serie: Sudtirol, Pescara, Spezia, Foggia e Crotone, sua attuale squadra.

Moreno Torricelli, la favola del falegname “Geppetto” che vinse la Champions League