Napoli-Juventus, il ritorno di Sarri al San Paolo è già polemico: “indifferenza per chi ci ha presi in giro”

Domenica sera andrà in scena un posticipo molto atteso in Serie A: Napoli-Juventus. Sarà il ritorno di Sarri al San Paolo, fioccano le polemiche

Tre anni a Napoli non si dimenticano facilmente. Lo sa bene Maurizio Sarri, che domenica tornerà al San Paolo da avversario, con la Juve. Ci si chiede quale potrà essere la reazione del San Paolo: fischi? Applausi? Indifferenza? Le posizioni sono diverse. L’ipotesi che va per la maggiore è quella dei fischi. Tante le reazioni di personaggi illustri della realtà napoletana, riportate da “La Gazzetta dello Sport”. Ad essere polemico è innanzitutto il primo cittadino del capoluogo campano, Luigi De Magistris: “Lo ricordiamo per essere stato un allenatore che ci ha regalato un grande calcio. Con lui abbiamo sfiorato lo scudetto, ma per quanto mi riguarda è una forte contraddizione andare alla Juve rispetto alla sua narrazione della città. Un professionista può andare ovunque e anche alla Juve, che è una grande squadra, però Sarri aveva raccontato un’altra storia”.

C’è chi non è dello stesso parere. Marco Ferrigno, artista presepiale, ha venduto diverse statue del tecnico: “Perché di juventini a Napoli ce n’è più di quanto si pensi. Certo lo abbiamo rappresentato con i 30 denari oppure con la scritta sulla tuta “La voce del padrone”. Ma lo sfottò è l’anima del calcio. Personalmente lo applaudirei, perché in quei tre anni mi sono divertito vedendo una squadra giocare meglio persino di quella dei due scudetti e delle Coppe con Diego Maradona. Lui fa parte della storia di Napoli. Domenica sarà un avversario, non un nemico“.

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Lo scrittore Maurizio De Giovanni non dimentica quello che Sarri ha fatto a Napoli ma pensa da tifoso: “È stato l’allenatore del miglior Napoli di tutti i tempi e per questo gli sono riconoscente. Merita una bellissima carriera, ma da tifoso del Napoli mi auguro, sportivamente parlando, che domenica passi una brutta serata al San Paolo”.

A proposito della scelta Juve, aggiunge il papà del commissario Ricciardi: “Mi ha lasciato basito. Una scelta antitetica per quello che aveva detto e fatto in passato. Lui è stato un maestro di calcio, invece ora sta diventando un gestore. Non so se sia un completamento o un peggioramento. Ho l’impressione però che sia la Juve a cambiare lui e non viceversa. Ma preferisco restare sui tre anni favolosi al Napoli. Una narrazione quasi alla pari del Leicester di Claudio Ranieri ma con questo finale bianconero il racconto perde forza”.

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Per l’avvocato Claudio Botti: “Servirebbe indifferenza per un uomo che ci ha preso in giro con la sua comunicazione mediatica. Anche perché ricordo i danni fatti con i fischi a Higuain… Certo ci ha mostrato un bel calcio, ma io sono un tifoso che la pensa come Allegri: voglio vincere. Per divertirmi vado a cinema o a teatro”.

Gianmarco Volpe, giornalista fondatore della pagina socialSarrismo, gioia e rivoluzione, insieme agli amici Fabio Piscopo e Claudio Starita, ha un pensiero a metà: “Noi abbiamo coniato il termine Sarrismo, poi lo chiamavamo Comandante e nella rincorsa scudetto nacque #FinoAlPalazzo. Era un tecnico fuori dagli schemi, mai banale nelle dichiarazioni e ci affascinava. Una narrazione che piacque all’allenatore, che la fece propria. Cominciò a usare quei termini a “indossare” i panni del “Comandante”. Ecco perché dico che ha tradito più se stesso che i napoletani. Oggi noi tre “fondatori” su di lui la pensiamo diversamente. Ma di sicuro ci siamo divertiti moltissimo a raccontarlo in quegli anni. Ora stiamo portando avanti il progetto “Bellavista Social Club”, legato alla grande passione per il Napoli. Quella resta. Il “Comandante” invece si è fermato a Baku”.

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