Caos Psg, troppi galli a cantare e non si fa mai giorno: da Mbappé a Neymar, solo la Champions può salvare Tuchel

Disordini interni e caos al Psg. Le troppe stelle da gestire sembrano essere diventate un problema e a pagare potrebbe essere Tuchel

CalcioWeb

Scoppia il caos al Psg. Uno dei club più importanti d’Europa si trova a dover fare i conti con i disordini interni. Troppe stelle da gestire, troppi galli a cantare e non si fa mai giorno. Sebbene la conquista dell’ennesima Ligue 1 sia ormai solo una formalità, i proprietari qatarioti non sembrano contenti e l’obiettivo, nemmeno tanto celato, è la vittoria della Champions League. Il 18 febbraio Tuchel sfiderà il suo ex club: il Borussia Dortmund. Il passaggio del turno è condizione obbligatoria per farlo rimanere sulla panchina dei parigini.

Ma nel frattempo, l’allenatore tedesco ha altre grane da risolvere. Ego smisurati, troppi giocatori che si sentono i numeri uno, una gestione non facile. Lo scorso fine settimana ha portato nuovi problemi e Tuchel ora si trova coinvolto in uno scontro con i suoi uomini di punta. Cavani è rimasto a Parigi, tutt’altro che contento. L’ex attaccante del Napoli non rientra più nel progetto ma dovrà rimanere in Francia per altri 6 mesi. Il 5-0 rifilato al Montpellier ha fatto esplodere anche altri due casi.

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Tuchel ha voluto risparmiare Kylian Mbappé a risultato ormai acquisito. Dopo 68 minuti ecco arrivare la sostituzione. La stellina francese ha abbandonato il terreno di gioco furioso, scansando la stretta di mano di Tuchel e scrollandosi di dosso un altro membro dello staff tecnico mentre si dirigeva verso la panchina. Nel post-partita l’allenatore ha commentato in stile british: “Non c’è nulla di personale tra lui e me. Sono cose che capitano. Era una cosa tra un giocatore che non voleva uscire e un tecnico che aveva le sue ragioni per fare qualcosa e che voleva dare una partita ai giocatori che se lo meritavano.” Un caso rientrato, almeno parzialmente, con la partita infrasettimanale contro il Nantes. I due, dopo il successo esterno, si sono sciolti in un abbraccio. Pace fatta? Chissà. Ma Mbappé non è l’unico calciatore finito nell’occhio del ciclone.

Già, perché c’è anche il capitolo Neymar. Anche lui ha dovuto rinunciare al ritorno a Barcellona e rimanere al Psg non lo ha certo fatto contento. La rabbia del brasiliano si è riversata sul quarto uomo a fine primo tempo della gara contro il Montpellier. Poi, dopo un infortunio che lo ha costretto ad abbandonare il campo, Neymar ha festeggiato  il suo compleanno e sabato stesso ha organizzato una festa sontuosa, poche ore dopo le cure. Un problema alle costole lo ha tenuto fuori dalla partita di martedì e Tuchel è stato costretto a rispondere alle domande sul perché Neymar avrebbe dato la priorità alla sua festa di compleanno rispetto al riposo e al recupero per assicurarsi che fosse pronto a giocare per il PSG.

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“È il modo migliore per prepararsi a una partita? No, chiaramente no”,  ha detto Tuchel. “È la cosa peggiore del mondo? No. ‘Proteggo sempre i miei giocatori e amo davvero la mia squadra. Con questa festa, accetto che sia un po ‘difficile proteggere i giocatori, ma il contesto non è semplicemente bianco o nero. È un peccato, perché stiamo dando alla gente la possibilità di parlare male di noi. Dobbiamo adattarci alla situazione, ma non lascerò un giocatore in panchina o a casa perché è uscito scontento o ha festeggiato”.

Una reazione comprensibile perché sarebbe stato facile incolpare il brasiliano e parlare apertamente della sua mancanza di professionalità. Basteranno queste parole a far rientrare tutto nella norma. Quel che è certo è che a Parigi c’è qualcosa che non va e che un mancato passaggio del turno in Champions costerebbe caro a Tuchel. Più di quanto costa l’intero Psg.

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