La provocazione di Ziliani: “Sarri alla Juve come Ventura in Nazionale”

La Juventus ha battuto il Brescia, ma si sono ripresentati i soliti problemi. Poca intensità, poco gioco. Nel mirino è finito nuovamente Maurizio Sarri

La Juventus non brilla. Nemmeno contro il Brescia. Poca intensità e più di mezz’ora per passare avanti sulle Rondinelle, sfruttando tra l’altro la superiorità numerica per l’espulsione di Ayé. Un 2-0 netto, ma non convincente. I soliti problemi. E ora arrivano partite importanti. C’è prima la Spal in trasferta, poi il Lione in Champions e l’Inter in campionato. I dubbi che pervadono l’ambiente (giocatori e tifosi) iniziano ad essere tanti e ora serve rispondere in un trittico di partite tutt’altro che semplici. A lanciare una provocazione nei confronti dei bianconeri, o meglio di Sarri, è stato anche Paolo Ziliani. Il giornalista ha attaccato duramente il tecnico toscano sulle colonne de “Il Fatto Quotidiano”, paragonandolo a Gian Piero Ventura e alla disastrosa parentesi dell’ex allenatore di Bari e Torino con la Nazionale.

Questo un passaggio dell’editoriale di Ziliani: “E se Sarri diventasse il Ventura della Juventus? Il sospetto, a nove mesi dalla sua presentazione alla sala “Gianni e Umberto Agnelli” dell ’Allianz, incomincia a serpeggiare. Voi direte: ma Ventura ha portato l’Italia al naufragio che tutti ricordiamo mentre Sarri è primo in campionato, è in corsa in Champions League e ha un piede in finale di Coppa Italia. Verissimo. E però alcune somiglianze tra i due percorsi sono sinistre. Come i capannelli di giocatori juventini che al termine di Verona–Juve 2–1, dieci giorni fa, si sono fermati in campo dando vita ad animate discussioni prima di sciogliere l’adunata e raggiungere il tecnico nello spogliatoio. Ebbene ricordate Ventura? Dopo il deludente 1–1 con la Macedonia a Torino, con l’Italia smarrita e in piena implosione, alla ripresa degli allenamenti al Filadelfia gli azzurri indissero una riunione chiedendo al c.t., ormai spossessato del suo ruolo, di non parteciparvi. E vane furono le insistenze di Ventura affinché Buffon, come capitano, si presentasse ai media per smentire le voci di una Nazionale che aveva deciso di passare all’autogestione. Poi c’è de Ligt che è un capitale, lo pagano come fosse Pelè, gli altri sono più bravi eppure devono farsi da parte e fargli da balia per sventarne gli svarioni. Ma lo spogliatoio vede. E giudica. E agisce di conseguenza, magari giocando partite senz’anima, pur senza l’intenzione cosciente di voler figurare male. Ma l’autorità, e l’autorevolezza, nel calcio hanno ancora il loro peso. Ventura le aveva perse. Sarri quasi”.

Inter, tanto rumore per niente. Conte, ci risiamo: ti portano i ‘nuovi’ ma giochi sempre coi ‘vecchi’…

Criscitiello: “Alla Juve siamo ai titoli di coda, com’è cambiata senza Marotta…”