Scandali, frizioni, hacker: a Barcellona l’aria è pesante. Napoli, carpe diem: puoi fare il colpo grosso…

Aria pesante nelle ultime settimane in casa Barcellona a causa di alcuni eventi: il Napoli ne può realmente approfittare? Andiamolo a scoprire

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Quando in una società di calcio escono fuori problemi extra campo, spesso la frase che si sente pronunciare dall’interno è: “Pensiamo solo a far bene nel rettangolo verde, a portare il risultato a casa. Ciò che succede fuori non ci interessa e non ci deve interessare, siamo pienamente concentrati sul nostro lavoro”. Frasi fatte, banali. Ma magari accade davvero. A maggior ragione se la squadra in questione è il Barcellona, composta da calciatori professionisti pagati fior fior di milioni, che oltre al compito strettamente tecnico ha anche quello di distrarsi dal mondo esterno.

Ma il fatto che le cose debbano andare così non è detto che vadano per forza in un certo modo. Non è sempre così scontato che chi va in campo riesca a tenere fuori ciò che succede fuori. E di casi del genere, del passato recente o più datato, ce ne sono tanti. In questo momento, il Barcellona non vive di certo il suo miglior momento storico. Ma, a riprova di quanto detto sopra, quantomeno per adesso tutto ciò non sembra essersi riprodotto sul rettangolo verde. Al di là dell’eliminazione in Copa del Rey, i blaugrana sono infatti reduci da tre vittorie di fila in campionato e ‘tallonano’ il Real capolista a solo un punto di distacco.

I problemi in casa catalana sono sorti nelle ultime due settimane. Prima, ad inizio mese, le parole del ds Abidal che hanno fatto infuriare Messi; poi il ‘furto’ dell’account social della società e l’annuncio del ritorno di Neymar; successivamente, lo scandalo rivelato da Cadena Ser relativo alla decisione del club di ‘screditare‘ i calciatori per salvaguardare l’immagine del presidente Josep Maria Bertomeu. In quest’ultimo caso, sono arrivate subito le smentite del Barcellona. Ma, al di là di come siano andati realmente i fatti, di certo l’umore non può dirsi dei migliori al momento. L’ambiente non è sereno e l’aria che si respira non è bellissima. La domanda da porsi è: gli spagnoli riusciranno a mantenere alta la concentrazione e a non farsi condizionare dall’esterno, oppure ‘crolleranno’ anche in campo?

Una domanda che, probabilmente, si staranno chiedendo dalle parti di Napoli. Sì, va bene, anche lì vige la regola: “Guardiamo in casa nostra e degli altri non ci importa”. Ma sarebbero degli ipocriti a pensare che, forse, è meglio affrontare una delle squadre più forti al mondo in questo momento e non in quello di maggior splendore e serenità. Fermo restando che i catalani non sono più la squadra invincibile di qualche anno fa, ma restano comunque temibili e fortissimi. E pensare di affrontarli sapendo che non stanno vivendo un buon momento, potrebbe rappresentare un vantaggio non indifferente.

Ma torniamo al Napoli. Perché come è vero che i prossimi avversari in Champions non sono molto sereni, è altrettanto vero che – al contrario – i partenopei vivono un momento tutto sommato positivo. Fiducia dopo i recenti risultati e la ‘cura’ Gattuso, ma a ‘tranquillizzare’ è anche il cammino stagionale degli azzurri e un dettaglio da non sottovalutare. Quale? Il percorso di Insigne e compagni con le ‘big‘ e con le più piccole. E’ vero o non è vero che il Napoli rimane l’unica squadra ad aver battuto, quest’anno, il Liverpool (non fa testo la cinquina di dicembre in casa dell’Aston Villa per via dei calciatori mandati in campo da Klopp)? E’ vero o non è vero che il Napoli rimane l’unica squadra ad aver portato a casa un punto, quest’anno, da Anfield? E’ vero o non è vero che questo Napoli ha battuto di recente la Juventus e non ha steccato le gare che contavano, cioè quelle di Coppa Italia?

Insomma, non vogliamo stare qui a lagnarvi o a riempirvi di domande ed interrogativi. La certezza è al momento che, forse, questo Napoli arriva al doppio scontro di Champions League con il Barcellona più ‘libero’ mentalmente. Meno pressioni, meno ‘obbligo’ di andare avanti ed ambiente più sereno. E chi l’avrebbe mai detto soltanto un mese fa? Gattuso, carpe diem…

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