Bruno Conti, Marazico: un simbolo della Roma che rischiò di non diventare calciatore ma lanciatore

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Bruno Conti, ex calciatore di Roma e Nazionale

Classe 1955, Bruno Conti è stato calciatore e allenatore, oltre che dirigente. Dopo le giovanili con Nettuno e Anzio arriva alla Roma nel 1973. Due passaggi al Genoa, ma la sua carriera è indissolubilmente legata ai giallorossi. 402 presenze in tutte le competizioni e 47 gol. Da calciatore ha vinto uno Scudetto, un campionato di Serie B, due campionati Primavera, una Coppa Italia Primavera e 5 con la maglia della Roma. Nel 1982, inoltre, ha partecipato alla vittoriosa spedizione in Spagna, laureandosi campione del mondo. Si è ritirato dal mondo del calcio professionistico nel 1991. Nell’immediato è nominato allenatore delle squadre giovanili della Roma. Ha guidato anche la prima squadra per un breve periodo, poi è stato dirigente dei giallorossi.

Ha due figli, Andrea e Daniele. Quest’ultimo è stato capitano del Cagliari per diverse stagioni. Un campione del mondo 1982 che ha rischiato di non diventare un calciatore ma un giocatore di baseball, ruolo lanciatore, disciplina con la quale ha esordito nella massima serie nel 1969. Originario di Nettuno, non a caso definita la città italiana del baseball perchè sede del club nazionale più titolato, Bruno Conti stava per andare a giocare negli Stati Uniti ma il padre si oppose alla richiesta di una squadra di Santa Monica. Durante i Mondiali in Spagna venne ribattezzato Marazico, unione di Maradona e Zico. Gianni Brera lo definì un ‘gatto con il gomitolo’. Il 23 maggio del 1991 giocò la sua ultima partita, allo scadere dei novanta minuti, con gli occhi pieni di lacrime, andò verso la Curva Sud e lanciò ai suoi sostenitori uno scarpino.