Coronavirus – Quale futuro per il calcio italiano? Campionati annullati, spareggi promozione, si riparte in estate o a novembre: tutte le ipotesi

L'emergenza Coronavirus ha fermato il calcio fino al 3 aprile (per ora). Quale il futuro adesso? Le diverse ipotesi sul piatto

Un virus del tutto nuovo, una vita del tutto nuova, delle misure del tutto nuove. Una parte di mondo ha già cambiato molte abitudini per via dell’emergenza Coronavirus. L’Italia lo dovrà fare da oggi. Restrizioni non come a Wuhan (a patto che tutto si risolva) ma quotidianità profondamente modificata. Con il nuovo decreto del Governo, la parola d’ordine è ‘stare a casa’. Si esce solo per necessità o motivi di lavoro.

Tutto questo ha significato anche lo stop delle manifestazioni sportive fino al 3 aprile. Calcio compreso, ovviamente. Dalla Serie A ai campionati dilettantistici, ci si rivedrà tra tre settimane circa (per ora). Quale, dunque, il futuro del calcio italiano? E’ strano da dire ma, pure in questo caso, dipende da noi. Se tutti rispettiamo le normative del decreto, da qui a qualche settimana potremmo vedere la luce. In caso contrario, gli scenari – anche sul calcio – potrebbero essere diversi. Il 3 aprile, comunque, rappresenta al momento soltanto una data limite. Andiamo a vedere, caso per caso, tutte le ipotesi al vaglio, considerando tuttavia che una prima bozza è uscita fuori dal Consiglio Federale di questo pomeriggio. Da ricordare, ovviamente, che la situazione è in continua evoluzione. Per i tifosi, per i media, per gli stessi organi sportivi.

Ghirelli: “L’idea è di concludere i tornei. Ma in caso di stop, ecco le 4 soluzioni”

PREMESSA

Non si ha una risposta definitiva per nulla, su date, calendari e qualsivoglia tipo di scelta, anche se il presidente Federale ha disposto lo scivolamento fino al 31 maggio. Si usa il condizionale e si resta nel campo delle ipotesi. Ecco quelle più plausibili e logiche.

SE DAL 3 APRILE SI TORNA A GIOCARE

1ª IPOTESI Il boom di contagi diminuisce sensibilmente ma non è ancora completamente debellato. Per evitare ulteriori rinvii, si torna a giocare. Ma, per almeno una o due settimane, lo si fa a porte chiuse, pur mantenendo sempre attive tutte le regole tra calciatori ed arbitri e tra campo e spogliatoi. In questo caso:

  • Slitta tutto, dalla Serie A alla Serie C, compresi playoff e playout. Campionati conclusi tra fine giugno e inizio luglio.
  • Coppa Italia tra giugno e luglio.
  • Euro 2020 ad agosto, con i club che tornerebbero in campo ad ottobre.
  • Europei nel 2021.

2ª IPOTESI – Il virus viene completamente debellato e in Italia si può tornare a giocare regolarmente davanti ai tifosi. Anche in questo caso, potrebbero valere le regole di cui sopra.

  • Slitta tutto, dalla Serie A alla Serie C, compresi playoff e playout. Campionati conclusi tra fine giugno e inizio luglio.
  • Coppa Italia tra giugno e luglio.
  • Euro 2020 ad agosto, con i club che tornerebbero in campo ad ottobre. Oppure nel 2021.
  • Europei nel 2021.

SE DAL 3 APRILE NON SI TORNA A GIOCARE

1ª IPOTESI – I contagi diminuiscono ma si preferisce mantenere in vigore il decreto attuale, estendendolo di altri 20-30 giorni, per debellare completamente il virus. In questo caso:

  • Si ritornerebbe in campo tra fine aprile e inizio maggio, ma per far concludere i campionati si utilizzerebbe anche la ‘finestra’ di luglio, tra Serie A, B, C e Coppa Italia. Più turni infrasettimanali e tante partite serali.
  • Euro 2020 slitterebbe in automatico al 2021.
  • Anche in questo caso la nuova stagione inizierebbe ad ottobre.

2ª IPOTESI – I contagi non diminuiscono, anzi aumentano e la situazione si aggrava (ovviamente ci auguriamo non sia così). I campionati non possono iniziare neanche per la stagione estiva. Stop definitivo dalla Serie A alla Lega Dilettanti.

  • Nessun titolo assegnato, promozioni e retrocessioni bloccate. Si riparte con le stesse squadre della stagione precedente.
  • Nessuna retrocessione ma solo promozioni. In questo caso 22 squadre in Serie A e promozioni a catena dalle categorie inferiori. (Ghirelli ha messo da parte questa ipotesi)
  • Si tiene conto della classifica risalente all’ultimo turno interamente completato e con lo stesso numero di partite disputate.
  • Si tengono in considerazione le sole partite giocate nel girone d’andata. E, dunque, la classifica a fine girone d’andata. (Ipotesi mai realmente presa in considerazione)

3ª IPOTESI – I contagi non diminuiscono, anzi aumentano e la situazione si aggrava (ovviamente ci auguriamo non sia così). I campionati non possono iniziare neanche per la stagione estiva. Stop definitivo dalla Serie A alla Lega Dilettanti. Però, per non “scontentare nessuno” – in questo caso (esempi) le varie Benevento, Monza, Vicenza, Reggina, ma anche le varie Spal, Lecce, Cosenza, Trapani – si potrebbe pensare ad un particolare meccanismo di spareggi (da giocare magari nei mesi di settembre-ottobre) che riguarderebbero anche match di andata e ritorno tra (esempio) l’ultima/penultima/terz’ultima in Serie A e la prima/seconda/ terza in Serie B. O anche ad una gara secca tra prima e seconda, ad esempio Juventus-Lazio. (Dal Consiglio Federale è spuntata fuori la possibilità di far disputare dei playoff, questa ipotesi rientra nei casi).

4ª IPOTESI  – I contagi non diminuiscono, anzi aumentano e la situazione si aggrava (ovviamente ci auguriamo non sia così). I campionati non possono iniziare neanche per la stagione estiva. Decisione estrema: la stagione 2020-2021 non inizia. E’ bene precisare come si tratti di un caso veramente assurdo e remoto. Per ora non preso in considerazione, ma il condizionale è d’obbligo.

  • A cavallo del nuovo anno, tra ottobre-novembre e febbraio-marzo, si concluderebbe la stagione attuale, con le partite rimanenti in calendario tra Serie A, B, C, Lega Dilettanti e Coppa Italia.
  • Euro 2020 in programma nella stagione primaverile, tra aprile e maggio, in maniera tale da poter programmare con tutta calma la stagione 2021-2022.

In quest’ultimo caso, ovviamente, tutti i contratti delle società con calciatori e tesserati verrebbero automaticamente prolungati di un anno alle stesse condizioni.

Così come specificato all’inizio, con tanto di premessa, quelle sopracitate sono solo e soltanto ipotesi, per ora. Tra queste eventualità, però, potrebbe anche uscir fuori la decisione definitiva. Che al momento, però, non può essere tale per via dell’incertezza sui tempi di scomparsa definitiva del virus.