Sebastien Frey, dalla decennale esperienza in Serie A alla malattia che rischiò di farlo morire

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Sebastien Frey, ex portiere francese

Con 446 partite disputate in Serie A tra il 1998 e il 2013, Sébastien Frey è il terzo calciatore straniero ad aver collezionato il maggior numero di presenze nel campionato italiano, dietro solo a Javier Zanetti e José Altafini. Nato il 18 marzo 1980, Frey è stato un portiere molto reattivo. Inizia nel Cannes tra il 1990 e il 1997. Ottime prestazioni anche quando passa dalle giovanili alla prima squadra. A notarlo è l’Inter. A segnalarlo ai nerazzurri fu Walter Zenga. Non indimenticabile l’esperienza a Milano. Dopo un paio di stagioni, intervallate da un prestito al Verona, passa al Parma nel 2001. Con i ducali gioca fino al 2005 e vince la Coppa Italia nel 2002. Nell’estate del 2005 passa alla Fiorentina, fortemente voluto dal suo ex allenatore Cesare Prandelli. Rimane in viola fino al 2011. L’ultima sua esperienza italiana è al Genoa. Due stagioni col Grifone e poi il Bursaspor, in Turchia, ultima squadra della sua carriera. Nell’estate del 2015 dà l’addio al calcio giocato.

Frey ha passato un momento veramente difficile qualche anno fa. Su Instagram, il portiere francese pubblicò una lettera in cui annunciò di avere avuto a che fare con un virus che rischiò di farlo morire: “sono stato ricoverato d’urgenza in ospedale perchè avevo la febbre a 40 che non scendeva, dopo vari esami mi hanno trovato un virus che piano piano mi ha completamente disabilitato e che avrebbe potuto portarmi via da tutti voi”. Fortunatamente il peggio è alle spalle.