“Se devo dirti coglione te lo dico in faccia. Ventura come uomo vale zero”: l’ex Serie A attacca l’allenatore

Duro attacco di un ex Serie A a Gian Piero Ventura: "Se devo dirti coglione te lo dico in faccia. Lui le mandava a dire, come uomo vale zero"

Gian Piero Ventura non ha lasciato buoni ricordi nella mente degli italiani. La sua parentesi sulla panchina della Nazionale è stata a dir poco disastrosa. Ma c’è anche chi lo attacca per altri suoi atteggiamenti, relativi alle precedenti esperienze. Antonio Langella, in particolare, non le ha mandate a dire all’ex Ct dell’Italia. Intervenuto in diretta nella trasmissione ‘Linea 131’, l’ex ala del Cagliari non ha usato mezzi termini: “Sono uno che dice le cose in faccia, se devo dirti ‘coglione’ te lo dico e finisce lì. Ventura è l’opposto, non sopportava questo mio modo di essere. Quando mi doveva dire qualcosa, me lo mandava a dire attraverso altri. È un bravo allenatore, nulla da dire, ma per come si è comportato con me, come uomo vale zero. E credo che lo abbia dimostrato anche quando ha portato la Nazionale per la prima volta dopo tanti anni a non andare ai Mondiali. Quando mi richiamò per giocare a Bari non volevo crederci. Comunque ci siamo parlati e sembrava che le vecchie ruggini fossero messe da parte. Invece fu peggio che a Cagliari“.

Poi si passa a temi più leggeri: “In Nazionale ho esordito a Cagliari nel giorno in cui fu ritirata la maglia di Gigi Riva, fu davvero emozionante. La seconda partita la giocai contro l’Ecuador nella tournée negli Stati Uniti a New York. Mi procurai anche un rigore e volevo batterlo, ma Cristiano Lucarelli mi tolse il pallone dalle mani. Poi lo sbagliò… Io gli avevo offerto anche l’assist. Poi arrivò Giampaolo che voleva farmi giocare a destra e non mi trovavo, e persi la possibilità di andare al Mondiale 2010“.

Infine, Langella dice la sua su chi gli somiglia e sull’avversario più difficile affrontato: “Il calcio rispetto ai miei tempi è cambiato, ma se devo dire un giocatore che mi assomiglia, lo dicevo un po’ di tempo fa con i miei amici, è Theo Hernández del Milan. Mi rivedo in lui, nella corsa, nel tiro, nel modo di calciare. L’avversario più difficile che ho affrontato era Stam. Era grosso ma anche molto veloce, davvero impressionante, difficilmente riuscivi a saltarlo”.

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