Roberto Carlos: “In dieci minuti ruppi con l’Inter. Vi spiego il segreto della punizione in Francia-Brasile”

Un calcio di punizione rimasto nella storia. Roberto Carlos racconta il segreto di quella magica traiettoria in Francia-Brasile

Roberto Carlos ha ripercorso alcune della tappe della sua carriera in un’intervista sull’account Instagram della FIFA. A partire dalla breve e negativa esperienza con la maglia dell’Inter: Mi hanno messo a giocare anche come attaccante. Il grosso problema è che nelle prime sette partite ho segnato sette gol, così mi hanno spostato in posizione più avanzata e ho sofferto molto. Ho parlato con il presidente per dirgli che non potevo giocare lì, perché poi ci sarebbe stata la Copa América e per essere convocato dovevo fare l’esterno. La cosa divertente è che quel giorno ci fu un incontro con Lorenzo Sanz e in dieci minuti ho rotto con l’Inter e firmato per il Real Madrid“.

Di avversari ne ha incontrati tanti, ma quelli più difficili se li ricorda bene: Joaquín, Eto’o e Figo. Quest’ultimo in particolare è il rivale più duro che abbia mai affrontato”. Tempo e modo per parlare anche di Neymar: “Lui è un genio. Sta bene, è felice, rispettoso e segna, rimanendo umile al Psg. In futuro potrebbe diventare il miglior giocatore del mondo“.

Infine Roberto Carlos ha ricordato uno dei suoi gol più celebri. Era il 3 giugno del 1997, si giocava Francia-Brasile, partita valida per un torneo amichevole in preparazione dei Mondiali dell’anno successivo. Al 22′ punizione per i verdeoro dai 35 metri. Roberto Carlos sistema con cura il pallone, prende una lunghissima rincorsa e calcia. La traiettoria che ne viene fuori sfida le leggi della fisica: la palla destinata abbondantemente a lato dopo aver aggirato la barriera, curva improvvisamente, bacia il palo e si insacca, lasciando sbalordito non solo Barthez ma milioni di persone. L’ex terzino spiega il segreto di quella punizione: “La palla pesava poco e mi ha reso un po’ più semplice quel tipo di esecuzione”.

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