“Mi volevano Juve e Inter ma scelsi il Milan”. Gli aneddoti su Inzaghi e il ritorno in Serie A: Stam racconta

Jaap Stam è stato un grande difensore. In Italia ha vestito le maglie di Lazio e Milan. L'olandese ha raccontato alcuni retroscena sulla sua carriera

Amato sia dai tifosi della Lazio che da quelli del Milan. Il gigante olandese Jaap Stam ha concesso un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ in cui ha parlato in primis della Lazio attuale: “Sono anni che lavorano bene. Possono vincere lo Scudetto. Quando lasciai la Lazio nel 2004 c’erano tanti problemi societari, adesso è tutta un’altra storia”. Sui singoli:Acerbi mi somiglia. E’ un leader. Luis Alberto è un gran giocatore. Poteva stare nel mio Manchester United, magari non da titolare”.

Era il 1999 e la Lazio sfidava il Manchester United in Supercoppa a Montecarlo. In un contrasto di gioco tra Stam e Inzaghi, fu Simone ad avere la peggio: frattura del setto nasale e fuori dal campo. L’olandese rivela: “Molti inventarono storie sull’accaduto. Quando arrivai a Roma titolarono ‘Stam contro Inzaghi’. Non accadde nulla. Solo battute. Ricordo che nello spogliatoio, i primi giorni, alcuni compagni come Mihajlovic e Nesta sfottevano Simone di continuo: ‘Sta arrivando Stam, occhio…’.

Poi il passaggio in rossonero: Mi volevano Juve e Inter, ma scelsi il Milan senza pensarci. Sono cresciuto con van Basten, Gullit e Rijkaard, non potevo rifiutare. Guardavo a destra a vedevo Kakà, Inzaghi e Nesta; a sinistra c’erano Crespo, Cafu, Maldini e Gattuso. Ancelotti era il numero uno”. Ricordo negativo Istanbul: “Se ne sono dette tante. Niente di vero. Ancelotti ci disse di tenere alta la guardia. Poi quei gol ravvicinati e non ci siamo più ripresi”.

Ora Stam è allenatore. La Serie A? “Mi piacerebbe molto. Amo il calcio italiano, il vostro modo di vivere e di concepire lo sport. Prima tre anni alla Lazio, poi altri due nel Milan.Mi sono divertito parecchio. Se ci fosse un’opportunità di allenare in Serie A, la coglierei al volo”.

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