“Nel 2006 Lippi mi voleva portare al Mondiale. All’Inter c’è stata la storia dei pedinamenti”: Vieri a 360°

Christian Vieri è diventato un idolo anche sui social. L'ex attaccante si è raccontato tra Nazionale italiana, Inter, retroscena sulla carriera e futuro

Christian ‘Bobo’ Vieri si è raccontato in una lunga intervista a ‘Il Corriere della Sera’. L’ex centravanti è protagonista in questi giorni su Instagram con dirette insieme ai calciatori e agli ex compagni. Vieri ha toccato vari temi, a partire dal Coronavirus: “Ora sono a Milano, chiuso in casa da 40 giorni. Ma essendo diventato padre per la seconda volta avevo scelto di rimanere in Italia. Poi si vedrà. Mai ipotecare il futuro. Capisco le istanze del calcio, che stando fermo ci rimette milioni di euro. Ma in questo momento è più importante la gente. La salute viene prima. Quando il pallone potrà ripartire, lo farà. Provo una tristezza infinita per tutte le persone che sono mancate e che avrebbero meritato un funerale degno con amici e parenti. Purtroppo nessuno si aspettava che il virus fosse così letale, ma gli italiani si stanno comportando bene. Siamo forti e orgogliosi e pian piano ne verremo fuori“.

Vieri è stato grande protagonista con la maglia della Nazionale: “Per me è speciale. Impazzivo quando l’indossavo. Tranne che nelle amichevoli, quelle non mi sono mai piaciute. Da ragazzino, in Australia, avevo due sogni: la serie A e arrivare in Nazionale. Posso dichiararmi soddisfatto. Lippi nel 2006 mi voleva portare in Germania. Ma avrei dovuto giocare e al Milan stavo in panchina. Così a gennaio ho scelto di trasferirmi al Monaco, in Francia, però mi sono rotto il ginocchio e tutto è svanito. Il calcio è così”.

Si parla poi di centravanti del passato e attuali: “Il Fenomeno. Per me il miglior centravanti del mondo, anche fuori dal mondo. Insieme abbiamo passato tre anni fantastici. Van Basten, tecnicamente formidabile. Poi Vialli e con lui Mancini, anche se Roby non è stato un nove. Baggio andavo a vederlo in curva Fiesole a Firenze. Gigi Riva un esempio. Quando sono arrivato in serie A dicevano che assomigliavo a lui per la fisicità e la forza del tiro”. Sul centravanti del futuro: Haaland è il più forte di tutti e ha fatto bene a scegliere il Borussia Dortmund, la società migliore per valorizzare i ragazzi. Tra un paio d’anni se ne andrà in una grandissima squadra per 200 milioni, forse 300″.

Sulla Nazionale di Mancini: “Era tanto tempo che non vedevo giocare così bene la Nazionale. Gliel’ho sia detto che scritto. C’è confidenza tra noi: all’Inter l’ho fatto venire io. Sa cosa mi piace del Mancio? Che esalta le qualità dei giocatori. Vede i giovani e non ha paura a lanciarli, ma al tempo stesso non trascura qualche vecchietto se lo merita. Immobile è maturato e sta facendo tanti gol. Ora però deve fare uno scatto in avanti con la maglia azzurra e non lo dico per criticarlo. Belotti è tosto, ma da uno con le sue qualità mi aspetto 18/20 gol a stagione”.

Sull’Inter: Sei anni pazzeschi, ho dato tutto e creduto nel progetto. A San Siro c’era un’atmosfera elettrica. Ogni volta che scendevamo in campo per il riscaldamento sentivo il calore e l’affetto della gente. C’è stata quella brutta storia dei pedinamenti, ma non ho mai fatto niente di sbagliato”.

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