“Perderò dei soldi? Non mi preoccupo, sono già stato povero”: il calciatore sulla ripresa dopo il Coronavirus

Il pensiero del calciatore sulla ripresa dopo il Coronavirus: "Perderò dei soldi? Non mi preoccupo, sono già stato povero"

Anche la Premier League dovrebbe ripartire. Si pensa al 12 giugno come data per rivedere le squadre in campo, anche se non manca chi nutre dubbi sulla ripresa del campionato. Tra questi c’è Troy Deeney, capitano del Watford, che in un intervento sui social si è detto contrario e preoccupato: “Al momento non sto nemmeno parlando di calcio. Sto pensando solo alla salute della mia famiglia. Se sento che giocando non mi prenderò cura di loro, non lo farò perché non voglio metterli a rischio. Se non è abbastanza sicuro per i tifosi essere all’interno dello stadio, perché dovrebbe essere sicuro per i calciatori essere lì? Quando ci sono i calci d’angolo ci sono 18 o 19 uomini in area, non è un allontanamento sociale. Sono queste le domande che le persone hanno posto ma al momento non abbiamo ricevuto risposte perché non si possono dare”.

Qualora un calciatore si rifiutasse di scendere in campo potrebbe andare incontro ad una multa o ad una rinuncia allo stipendio, ma Deeney non è affatto preoccupato: Cosa faranno, mi toglieranno i soldi? Sono stato povero prima, quindi non mi dà fastidio l’idea. Stiamo facendo tutti questi test per riportare i calciatori al lavoro e la conseguenza è che il Servizio Sanitario Nazionale, gli operatori e le persone in prima linea che ne dovrebbero avere davvero bisogno non ne hanno abbastanza. Come si giustifica questa cosa? Mi sento come se volessero riportarci al lavoro solo per farci pagare le tasse. I giocatori della Premier League pagano quasi 4 miliardi di sterline di tasse all’anno “.

Coronavirus, calciatore in isolamento per la positività di un parente: “il protocollo funziona” [DETTAGLI]