Lazio, Tare a 360° sul mercato: il futuro di Immobile e Milinkovic-Savic, il retroscena su Giroud e il Milan

Il direttore sportivo della Lazio, Igli Tare, ha parlato di diversi argomenti e, principalmente di calciomercato: dal futuro di Immobile a Giroud

Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, è intervenuto a ‘Sky Sport’ per rispondere a diverse domande di mercato, a partire dal futuro di Ciro Immobile: “Non c’è mai stata una richiesta del Napoli. Immobile è la Lazio e la Lazio è Immobile, penso che rimarrà per tanti anni”. Calciatore molto ambito sul mercato, accostato a Juventus, Real Madrid e Manchester United, è Sergej Milinkovic-Savic: “Il rapporto tra Milinkovic e la Lazio non morirà mai, c’è un legame molto forte. Su questo non ho dubbio. Dall’altro lato, va vista e rivista la situazione, i desideri di cui abbiamo parlato insieme. Ogni situazione sarà valutata nel momento opportuno, senza alcuna pressione, per il bene di entrambi. Se non ci saranno offerte che andranno bene a lui e a noi, rimarrà volentieri e noi saremmo felici di tenerlo. Quota 100? Non sono bravo a fare numeri, è un giocatore di prima fascia”.

Sul rinnovo di Simone Inzaghi: “È una priorità, il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti. Il legame con questa società va al di là della normalità. Nessuno sente più addosso questa maglia che lui”. Per Tare, invece, qualche possibilità di andare via c’è stata, specie la scorsa estate: Ho avuto l’opportunità di andare al Milan l’anno scorso, da bambino la mia simpatia era per i rossoneri.  Lo posso dire con grande sincerità, mi sento laziale. Il mio legame con questo club è al di là di quella professionale”.

Infine un retroscena su Olivier Giroud, corteggiato dai biancocelesti a gennaio: “Non lo nascondo, noi negli ultimi giorni di mercato abbiamo avuto la possibilità di portarlo a Roma, abbiamo cercato di andare fino in fondo. Anche se ha 34 anni è sempre un giocatore integro, molto forte e con grande esperienza internazionale. Ho avuto modo di incontrarlo, di conoscerlo da vicino. Ho avuto modo di conoscere prima di tutto una grande persona, e poi un professionista. Avevo intuito che la sua priorità fosse la sua permanenza a Londra, anche per la famiglia. È stata una grande sorpresa conoscerlo”.

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