Lionel Messi, dalle origini italiane al cognome sbagliato. Le cure ormonali, il figlio Ciro e il Como mancato

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica “L’uomo del giorno“. Protagonista di oggi è Lionel Messi, fuoriclasse argentino del Barcellona

Lionel Andrés Messi Cuccittini, per tutti Leo Messi, è uno dei fenomeni del calcio mondiale. Considerato uno dei migliori giocatori di tutti i tempi, ‘La Pulce’, compie oggi 33 anni. Nato a Rosario da Jorge Horacio Messi, operaio di un’acciaieria, e da Celia María Cuccittini, donna delle pulizie, Messi ha origini italiane, essendo il suo trisavolo Angelo emigrato da Recanati nel 1883, ed è un lontano parente dell’ex pugile Luca Messi. Qualche partita con la maglia del Central Córdoba, per poi passare al Newell’s Old Boys, dove esordisce a 8 anni realizzando un poker. A 11 anni sorgono i problemi. Gli viene diagnosticata una forma di ipopituitarismo (deficienza di secrezione di somatotropina). Il ragazzo, in poche parole, non riesce a crescere di statura. Il Newell’s non può pagare le cure (900 dollari al mese). Il River Plate si interessa a Messi, ma per problemi di natura economica desiste.

È il Barcellona ad assicurarsi le prestazioni sportive del ragazzo, rendendosi disponibile a pagargli le cure, qualora si fosse trasferito in Spagna. Non avendo a disposizione della carta su cui scrivere, il direttore sportivo blaugrana Rexach (stregato dal provino di quel piccolo bambino) fa firmare a Leo Messi il contratto su un tovagliolo di carta. A pagare le famose cure ormonali sarà la sanità argentina. E’ stato selezionato dal Barcellona grazie ad un video nel quale è riuscito a fare 113 palleggi con un’arancia. L’allora agente Soldini inviò il filmato ai catalani e l’allenatore della Masia volle a tutti i costi quel ragazzo in squadra. Oggi Messi non ha agenti. Infatti sono il padre ed il fratello maggiore a gestire direttamente gli interessi e l’immagine del giocatore appoggiandosi ad una agenzia di marketing sportivo. I suoi due ex procuratori, Montero e Soldini, che lo hanno aiutato a firmare con il club catalano hanno fatto causa al giocatore perché, dopo essere stati scaricati, non hanno ricevuto nessun compenso per le loro prestazioni.

Curiosità e aneddoti su Messi

Anche se vive nella città catalana da tempo, in realtà Messi non parla mai il dialetto del posto, ma preferisce lo spagnolo con cadenza argentina. Eccetto (si racconta) quando beve, per festeggiare i numerosi trofei. All’inizio della sua carriera nelle giovanili della nazionale non era affatto conosciuto. Le prime convocazioni riportavano il nome sbagliato di Leonel Mecci.

Pur essendo il testimonial di Pepsi è un vero amante della Coca-Cola; ne consuma così tanta che ai tempi della Masia tutti i distributori di bibite gassate furono ritirati. Tutti i suoi goal sono dedicati alla nonna, scomparsa quando Leo aveva 10 anni.

Nell’arco di un anno arriva a guadagnare 98,5 milioni di euro. Facendo due calcoli, questo significa che il numero 10 blaugrana guadagna circa 270.000 euro al giorno, considerando tutte le entrate. Il numero 10 argentino è il calciatore con il maggior numero di reti realizzate in tutte le competizioni ufficiali con la maglia del Barcellona. Ha vinto 5 Palloni d’Oro, 4 consecutivamente (dal 2009 al 2012). Ha segnato 725 gol in 911 presenze ufficiali con tutte le maglie e in tutte le competizioni. Dopo l’ultimo rinnovo, la sua clausola rescissoria ammonta a 308 milioni di euro a cui però va aggiunto il 56% di tasse (392 milioni) che porta la cifra che porta la cifra a 700 milioni di euro, anche se incredibilmente non è la più alta. Quella di Brahim Diaz del Real Madrid ammonta a 750 milioni complessivi, mentre quella di Benzema sfiora il miliardo.

Antonella Roccuzzo è la compagna di Leo Messi. La coppia ha avuto tre figli: Thiago, Mateo e Ciro Messi, così chiamato in onore di un cantante argentino, Horacio Demián Pertusi, che entrambi i genitori adorano. Il front-man della storica band argentina Attaque 77 (oggi con il gruppo Jauría), è conosciuto come Ciro perché pare che a scuola avesse imparato una sola cosa: la lezione sul re Ciro di Persia.

Riesce a dormire anche ben dodici ore di fila. Questa abitudine gli è rimasta da quando era costretto a riposare per le pesanti cure ormonali. Leo Messi poteva essere un giocatore del Como. L’allora presidente dei lariani, Enrico Preziosi, da sempre attento ai giovani talenti, stava per mettere sotto contratto, il 15enne ma la dirigenza bocciò l’affare perchè considerava Messi troppo gracile. Sarebbe costato 50mila dollari. Anni dopo Preziosi dichiaro: “A vederlo adesso si può dire che avremmo sistemato i bilanci per trent’anni. Avere uno come lui è come avere mezza squadra”.