Il primo Mondiale vinto dall’Italia, quella storica decisione di Mussolini e l’intimazione al portiere spagnolo

Torna l'appuntamento con "Accadde oggi". Parliamo del 10 giugno 1934, data del primo Mondiale vinto dall'Italia, in finale contro la Cecoslovacchia

Continua il nostro appuntamento con la rubrica ‘Accadde oggi’. Parliamo del 10 giugno 1934, quando la Nazionale italiana guidata da Vittorio Pozzo si laureò campione del mondo, superando in finale la Cecoslovacchia per 2-1, grazie al gol decisivo di Angelo Schiavio nel corso del primo tempo supplementare. Influente fu la figura di Benito Mussolini. L’Italia non partecipò alla prima edizioni dei Mondiali perchè la trasferta in Sud America costava troppo, non appena s’accorse che l’Italia fascista cominciava ad appassionarsi alle imprese dei calciatori, il Duce decise che l’Italia avrebbe ospitato la seconda edizione dei Mondiali.

Pozzo temeva Spagna e Austria, il Mondiale partì alla grande: 7-1 agli Stati Uniti nella prima partita giocata a Roma. Al secondo turno l’Italia di fronte la Spagna. Il direttore di gara era stato scelto da Mussolini in persona, con la Spagna in vantaggio per 1-0, Eklind finse di non vedere una carica di Meazza ai danni di Zamora, che venne sbattuto a terra e, cadendo, perse il pallone. Ferrari siglò il pareggio e la partita si ripeté il giorno dopo. Al replay il Duce mandò due persone negli spogliatoi della Spagna a “suggerire” al portiere di non scendere in campo. Zamora, a cui è dedicato il premio di miglior estremo difensore della Liga, non si presentò e l’Italia vinse 1-0 grazie al gol di Giuseppe Meazza. In semifinale vittoria contro l’Austria mentre in finale gli azzurri vinsero con merito rimontando il gol iniziale di Puc con le reti prima di Raimundo Orsi e poi, nel primo tempo supplementare, di Angelo Schiavio.