Adriano Galliani, la fuga e la vita sotto scorta. Dalla cena pagata da Sergio Ramos alle passioni nascoste

Si rinnova il classico appuntamento con la rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Adriano Galliani, dirigente del Monza

Adriano Galliani compie 76 anni. Ha legato la sua carriera al Milan, in 31 anni da dirigente dei rossoneri ha contribuito alle vittorie: 29 titoli. Ha portato al Milan tantissimi campioni: van Basten, Weah, Desailly solo per citare nomi storici, mentre nel recente passato Inzaghi, Nesta, Kakà, Seedorf, Pirlo, Thiago Silva e Ibrahimovic. Diversi anche gli acquisti sbagliati come Roque Junior, Javi Moreno, Bogarde, critiche anche per i troppi parametri zero degli ultimi anni. Famose sono le sue esultanze. Dopo la fine dell’esperienza al Milan Galliani è tornato alle origini, al Monza, dove era iniziata la sua carriera sportiva nel 1984. Ha svolto anche le cariche presidente della Lega Nazionale Professionisti e di vicepresidente della Lega Serie A. Ha ritentato la fortuna in politica, come quando da giovane venne candidato sindaco di Monza nelle liste della Democrazia Cristiana, nel 2018 viene eletto senatore come capolista per Forza Italia.

Adriano Galliani ha due matrimoni alle spalle. Il primo è stato con Daniela Rosati, conduttrice Mediaset, con cui l’unione è durata 10 anni, dal 1989 al 1999. Dalle prime nozze, Galliani aveva già avuto tre figli: Micol, Gianluca e Fabrizio. Nel 2004, le nuove nozze del dirigente sportivo con Malika El Hazzazi, modella marocchina da cui poi si è separato. I due sarebbero rimasti comunque in buoni rapporti. Successivamente, Galliani ha intrapreso una stabile relazione con Helga Costa.

A 10 anni scappò di casa per andare a vedere una partita di calcio, a dimostrazione che il pallone in qualche modo avrebbe fatto parte della sua vita. Ha vissuto anche sotto scorta per qualche mese, dopo che, nel 2007, ha denunciato alla Procura di Monza indebite pressioni prima della finale di Champions contro il Liverpool. Si dice passi sempre il Capodanno in Brasile e che sia un ‘sorcino’ di Renato Zero, la sua canzone preferita è ‘I migliori anni della nostra vita’. Il soprannome con cui tutti hanno imparato a conoscerlo è ‘Zio Fester‘, per la classica pelata che lo avvicinerebbe al personaggio della Famiglia Addams. Ha una passione per le cravatte, soprattutto gialle: ne ha oltre 100. Il nipote, Adrian Galliani, ha firmato con l’Under-23 del Nottingham Forest.

Tanti i retroscena di mercato raccontati da Galliani nel corso degli anni: “C’è stato un giocatore che doveva arrivare e non è arrivato. Ed è Tevez. L’altro giocatore che avevo concluso è Roberto Baggio, ma non voglio raccontare la storia. L’avevo preso cinque anni prima di quando poi è arrivato. Provai a prendere Del Piero prima che andasse alla Juve, quando era al Padova ci chiesero 5 miliardi. Totti l’abbiamo corteggiato ma non è mai stato vicino, ma Del Piero a 15 anni lo potevamo prendere, bastava dire sì. Poi potevamo prendere anche Cristiano Ronaldo, lo Sporting Lisbona ci chiese 16-17 miliardi per quel ragazzino. Braida spingeva ma io non me la sentii”.

Un aneddoto relativo all’acquisto di Desailly: “Lì ho rischiato la vita. Era un momento di difficoltà, il gruppo era molto indebitato, e l’allora AD del Milan, Franco Tatò, inviò delle lettere a tutti i CEO delle varie del gruppo Fininvest, a me ne inviò due, dicendo che tutti gli investimenti erano bloccati fino ad ordine successivo. Allora io capii che se avessi chiesto al presidente Berlusconi questa cosa qui l’avrei messo in grande imbarazzo, perché da un lato non poteva andar contro l’AD ma c’era il cuore milanista. Siccome son matto, andai dal mio amico Bernard Tapie e riuscii a prendere Marcel Desailly spendendo 10 miliardi di lire senza dirlo a nessuno. Quando Desailly arrivò a Milano mi ricordo che il Milan giocava una partita di Coppa Italia, io ero in giro con Desailly, il presidente era allo stadio e i giornalisti gli dissero: ‘Avete preso Desailly’. Il presidente era confuso: ‘Ma no, è impossibile, è impossibile’. È stata l’unica volta in 40 anni che sono con Silvio Berlusconi che tra di noi ci sono stati 15 giorni di black out e avevo Tatò che mi voleva uccidere”.

Un altro curioso retroscena riguarda il difensore del Real Madrid Sergio Ramos: “Ho visto Sergio Ramos con Piqué. Ancelotti stava lasciando il Real e volevo portarlo al Milan, lui va a cena con i dirigenti del Real e io mi trovo a tavola con Ramos, che si avvicina e mi chiede quanto guadagnava Thiago Silva al Milan. Glielo dico e lui mi risponde: ‘E’ proprio quello che ho chiesto al mio presidente! Grazie’. E l’ha ottenuto. Qualche anno dopo ero a cena da Cipriani a Ibiza e c’era Sergio Ramos, vado a pagare e… aveva pagato lui!“.