Christian Abbiati, da quel prestito alla Juve alla lite con Bacca fino all’assenza alle prime visite mediche

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica “L’uomo del giorno“. Protagonista di oggi è Christian Abbiati, ex portiere del Milan

Christian Abbiati compie 43 anni. Inizia la carriera al Monza ma la prima grande esperienza è con il Milan, diventa un grande protagonista proprio tra i pali della porta rossonera. Poi altre esperienze al Genoa, Juventus, Torino ed Atletico Madrid ma il cuore lo riporta nuovamente al Milan. Il 14 maggio 2016 annuncia il ritiro dal calcio giocato alla fine della stagione, con i rossoneri 380 partite e 8 trofei vinti in 15 anni, tre scudetti, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane, una Champions League e una Supercoppa europea. Il 14 giugno 2017 torna al Milan come team manager, nel 2018 lascia l’incarico.

Famoso un episodio nel ‘Trofeo Berlusconi’: contatto tra Kakà e Buffon, con la conseguente lussazione per il portiere della Juve. Mesi di stop, allora il Milan, per scusarsi, prestò il suo secondo, Christian Abbiati, ai bianconeri. Abbiati ha una grande passione per le Harley Davidson. Scaramantico, prima dei derby si toccava sempre il parastinco destro.

Abbiati ha raccontato alcuni aneddoti legati alla carriera in rossonero: “Sono stato multato solo una volta, per un ritardo. Mi ero addormentato”. Famosa anche una lite con Bacca: “Quando fu sostituito col Carpi e lasciò il campo senza aspettare la fine e senza salutare chi entrava, nello spogliatoio lo ribaltai. Ebbene, mi sono girato e non c’è stato nessuno che mi abbia supportato. Evidentemente certe cose o non si hanno dentro, o proprio non interessano. Ai miei tempi Gattuso avrebbe tirato fuori il coltello”.

Abbiati ha rivelato un retroscena di mercato, con Lloris che sarebbe potuto arrivare a Milano: “Avevo fatto una grandissima stagione all’Atletico Madrid, ero carico ed ero convinto di potermi riprendere il Milan nel 2008. Avevo iniziato a parlare con il presidente Zamparini per andare al Palermo, se fossi andato i rossoneri avrebbero preso Lloris dal Nizza, ma mi sentivo troppo sicuro quella volta, ringraziai Zamparini e rimasi al Milan. Ancelotti disse che io, Dida e Kalac saremmo partiti alla pari. Dida era all’ultimo anno, Kalac prese 5 gol dal Chelsea in amichevole, io vinsi il trofeo TIM a Torino contro Juventus e Inter e tornai titolare. Poi nel marzo 2009 mi ruppi il crociato a Siena e rosicai tantissimo perché stavo andando bene. Sono tornato 1 anno dopo, prima con Leonardo parando un rigore a Bari in una gara dura e poi con Allegri”.

Divertente e curioso il racconto del suo approdo al Milan: “Giocavo in Serie C al Monza, stavamo vincendo il campionato e mi chiamò Adriano Galliani, dicendomi che era intenzionato a portarmi al Milan. Io era la persona più felice al mondo, perché, essendo di Milano, per me giocare nel grande Milan era un sogno. Ma ricordo anche un aneddoto divertente: avevo la visita medica dopo la finale di Serie C per andare in Serie B, dopo aver vinto la partita abbiamo fatto festeggiamenti vari e la mattina dopo non mi presentai alle visite mediche del Milan“. Per sua fortuna questo non ha pesato.