Conte, il calendario, i “piagnistei” e quella volta nel 2013: ma ha ragione? [VIDEO]

Antonio Conte si è lamentato ancora una volta del calendario. Inter fermata dalla Roma e ripartono le polemiche. Ma ha ragione o torto?

Un calendario folle, fatto per metterci in difficoltà, abbiamo sempre meno giorni di riposo”. Ci risiamo. Antonio Conte è tornato a lamentarsi dopo il pareggio all’Olimpico contro la Roma. Tante partite molto ravvicinate, a detta sua anche troppo. “Nei momenti di difficoltà, se devono tirare uno schiaffo lo tirano all’Inter. E’ così, è stato così in passato ed è così anche ora”, l’altro passaggio chiave nelle dichiarazioni post-partita. E qui viene tirata in ballo la Juventus, sua ex squadra da calciatore e da allenatore. Una frecciatina che non è passata inosservata. E c’era anche chi si lamentava a quei tempi: da Mourinho a Mancini. E i presunti favoritismi erano fatti sempre alla Juve. Ma a Conte, allora dall’altra parte della barricata, stava bene così. Un calendario fitto per tutti, ma forse ancor di più per l’Inter. E l’aver giocato due trasferte consecutive a tre giorni di distanza, prima a Ferrara e poi a Roma, ha portato alla luce un problema che forse c’era già dalla stesura del calendario post-Covid. Lamentele, quelle di Conte, fatte sia per distogliere l’attenzione da una prestazione opaca dei suoi contro i giallorossi, ma anche perché un fondo di verità, anche minimo, c’è. Andiamo ad analizzare il calendario per capire meglio.

Inter penalizzata dal calendario: Conte ha ragione o torto?

La rabbia del momento, il voler spiegare perché l’Inter non ha giocato bene contro la Roma. Pensatela come volete, ma le due trasferte a tre giorni di distanza e con un riposo ridotto al minimo sono un fattore penalizzante. Giocare a Ferrara alle 21,45 di giovedì e poi replicare a Roma domenica non è facile. Un tour de force al quale le squadre sono state costrette per portare a termine una stagione a dir poco anomala. Dal ritorno in campo questo è stato sinora il calendario dell’Inter:

  • Inter-Sampdoria (domenica 21 giugno, ore 21.45)
  • Inter-Sassuolo (mercoledì 24 giugno, ore 19.30)
  • Parma-Inter (domenica 28 giugno, ore 21.45)
  • Inter-Brescia (mercoledì 1 luglio ore 19.30)
  • Inter-Bologna (domenica 5 luglio, ore 17.15)
  • Verona-Inter (giovedì 9 luglio, ore 21.45)
  • Inter-Torino (lunedì 13 luglio, ore 21.45)
  • SPAL-Inter (giovedì 16 luglio, ore 21.45)
  • Roma-Inter (domenica 19 luglio, ore 21.45)

Tre, quattro giorni di riposo tra una gara e l’altra. Ma a saltare all’occhio sono gli orari. L’Inter è la squadra che ha giocato e giocherà più gare alle 21,45. Un vantaggio dal punto di vista del caldo, ma una penalizzazione sotto un altro aspetto. Giocando in notturna, infatti, c’è molto meno tempo tra una partita e l’altra. Per l’altro dato andiamo a vedere prima il calendario della Juventus post-Covid sin qui:

  • Bologna-Juventus (lunedì 22 giugno, ore 21.45)
  • Juventus-Lecce (venerdì 26 giugno, ore 21.45)
  • Genoa-Juventus (martedì 30 giugno, ore 21.45)
  • Juventus-Torino (sabato 4 luglio, ore 17.15)
  • Milan-Juventus (martedì 7 luglio, ore 21.45)
  • Juventus-Atalanta (sabato 11 luglio, ore 21.45)
  • Sassuolo-Juventus (mercoledì 15 luglio, ore 21.45)
  • Juventus-Lazio (lunedì 20 luglio, ore 21.45)

L’Inter non ha mai avuto i cinque giorni di riposo concessi alla Juve proprio prima della gara contro la Lazio. Inoltre, i nerazzurri hanno avuto i quattro giorni di stacco in 4 occasioni, contro le cinque dei bianconeri. La Juve non è mai tornata in campo con meno di quattro giorni di pausa dopo una trasferta. Almeno sin qui. La cosa accadrà, infatti, tra Udinese-Juventus e Juventus-Sampdoria. E’ qui che esplode la rabbia di Conte contro il suo passato. E, in questo caso, l’allenatore dell’Inter potrebbe anche avere un po’ di ragione. Finire di giocare a Ferrara a mezzanotte, dormire in albergo e poi rimettersi in viaggio per la trasferta di Roma è davvero pesante. Per non parlare poi del ritorno a Milano a notte fonda e avere solo un giorno per preparare Inter-Fiorentina. E Conte ha aperto una polemica con la Juve. Lo ha fatto con altre parole: “Forse non eravamo presenti quando hanno stilato i calendari”. Una frecciatina a Marotta e alla dirigenza. Una piccola miccia per provare ad accendere un fuoco, quello che potrebbe diventare un incendio nella prossima stagione, quando l’Inter sarà chiamata a lottare per lo scudetto.

Conte, repetita iuvant: l’allenatore non è nuovo a questo tipo di lamentele

Lo sfogo di Conte dopo il pareggio contro la Roma ha fatto riaffiorare dei ricordi. Era il febbraio del 2013 e l’allora allenatore della Juve si lamentava del calendario e di un fallo. Il caso vuole che di mezzo ci fosse sempre la Roma. Allora una dura entrata di Totti su Pirlo, ieri il fallo di Kolarov su Lautaro Martinez, dal quale si è originato il gol di Spinazzola. Di Bello, dopo aver rivisto le immagini al VAR, ha deciso di non cambiare la propria decisione. Sbagliando. Ma torniamo al 2013. Conte perde 1-0 e si lamenta del calendario. Un film già visto. Quell’anno arrivò lo scudetto, in questa stagione una tranquilla qualificazione in Champions. Qualche anomalia nel calendario c’è, ma non ci sembrano differenze esagerate a tal punto da giustificare le parole e le accuse di Conte (se non nel caso della doppia trasferta). Le attenuanti per l’Inter ci sono: gli infortuni, la poca profondità della rosa e dunque la mancanza di alternative, qualche svista arbitrale (ma quelle ci sono state nei confronti di tutte le squadre). L’Inter, piuttosto, dovrebbe fare mea culpa per le tante occasioni mancate, per alcune scelte e per non essere lì a dare fastidio alla Juve già in questa stagione. Ma le lamentele sul calendario andrebbero esternate al momento della stesura e non a mesi di distanza e dopo una prestazione negativa, come a cercare alibi. Di allenatori del genere ne abbiamo visti abbastanza. E Conte, da questo punto di vista, è recidivo. In basso il VIDEO delle lamentele relative al 2013.

Quella frase di Conte che ha fatto infuriare i tifosi della Juve: rottura col passato?