Craig Bellamy, dalla mazza da golf contro Riise alla “strizzata” all’arbitro fino alle accuse di bullismo

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Craig Bellamy, ex attaccante gallese

Craig Bellamy ha avuto una carriera ricca di successi nonostante un carattere fumoso. Anche alcuni infortuni ne hanno condizionato la carriera, ma è soprattutto la testa ad averlo penalizzato, anche una volta dismessi i panni del calciatore. Nato in Galles, si trasferisce sin da subito in Inghilterra, dove cresce nelle giovanili dei Bristol Rovers prima e del Norwich City poi. Con i ‘Canaries’ esordisce nella massima serie inglese, a soli 17 anni. Nelle stagioni successive arriva la consacrazione. Già in questi primi anni diverse liti con gli allenatori. Il Coventry City decide di puntare su di lui per sostituire Robbie Keane, finito all’Inter, ma l’avventura è sfortunata e culmina con la retrocessione Passa al Newcastle, dove arretra di qualche metro la sua posizione.

Viene eletto miglior calciatore giovane dell’anno in Inghilterra. Ma anche durante queste stagioni felici, i problemi non mancano: una rissa con uno studente reo di averlo insultato, in Champions League rimedia una squalifica di tre turni per un calcio ad un avversario, un’altra volta lancia una sedia al proprio vice-allenatore. Il rapporto con Souness, successore di Robson, si deteriora e Bellamy va in prestito in Scozia, al Celtic Glasgow. Prima di trasferisi in bianco-verde rifiuta il Birmingham City, affermando “Io sono Craig Bellamy e non firmo per delle squadre di calcio schifose”.

Durante il periodo in Scozia invia dei messaggi di scherno all’ex compagno e capitano del Newcastle Alan Shearer e al figlio del presidente, dopo la sconfitta dei Magpies nella semifinale di FA Cup. Torna in Inghilterra, firmando con il Blackburn Rovers: mette a segno diciassette reti, contribuendo al sesto posto in Premier. Tra il 2005 e il 2006 viene scagionato dall’accusa di violenza su due donne. Su di lui ci sono diverse squadre, anche Juve e Roma, ma Bellamy va al Liverpool. Segna solo 7 gol ma si fa notare per i soliti episodi extra-campo: una sera in ritiro, da ubriaco, litiga furiosamente con il compagno di squadra John Arne Riise e lo attacca, qualche giorno dopo, con una mazza da golf durante una sessione di allenamento. Durante una gara di Champions League, in trasferta contro il Barcellona, Bellamy segna e festeggia il gol simulando un colpo con una mazza da golf. Un caratterino niente male.

Passa al West Ham, dove gioca due stagioni così così. Poi al Manchester City. Qui avvenne un curioso episodio, raccontato dall’arbitro Mark Clattenburg: “Bellamy era maleducato, sempre impertinente ed offendeva. Un provocatore nato che ti metteva in difficoltà, un vero e proprio incubo. Sapevo che il mio rapporto con lui non era perfetto perché nel 2009 in un match del City contro il Bolton lo buttai fuori per doppia ammonizione. Non se l’era dimenticato e nel tunnel all’Etihad, mi si avvicinò e mi strizzò letteralmente le p… e non scherzo!”​.

Bellamy litigò anche con Roberto Mancini, al suo arrivo sulla panchina del Manchester City. Durante un derby tira un pugno a un tifoso dello United che aveva fatto invasione di campo​. Passa in prestito al Cardiff City, la sua squadra del cuore, con cui torna a essere decisivo. Poi nuovamente Liverpool e chiusura con il Cardiff nel 2014. Diventa il primo calciatore in assoluto a segnare con sette squadre diverse ​nella massima serie inglese. Bellamy ha avuto a che fare anche con la depressione, come ha raccontato a ‘Sky Sports’: “Tornavo a casa e non parlavo per tre giorni. Avevo una moglie, una giovane famiglia e letteralmente non parlavo con nessuno. Mi chiudevo in una stanza e poi andavo a letto da solo. Era l’unico modo per affrontare la depressione”.

Dopo il ritiro, Bellamy ha intrapreso la carriera da allenatore, prima nell’Under 18 del Cardiff City, poi nell’Under 21 dell’Anderlecht, in Belgio. Ma anche qui…viene sospeso dal club gallese per via di un’accusa di bullismo e xenofobia da parte dei genitori di Alfie Madden.