Gresko, l’Inter e il 5 maggio: “Ci hanno massacrato, ma non vincemmo anche per altri motivi…”

L'ex calciatore slovacco dell'Inter, Vratislav Gresko, ripercorre quella tragica giornata per tutti i tifosi nerazzurri: lui fu protagonista in negativo

Quando i tifosi dell’Inter pensano al tragico 5 maggio, la mente non può che condurre al calciatore slovacco Vratislav Gresko, protagonista in negativo di quella gara all’Olimpico. L’ex giocatore nerazzurro ha ripercorso quei momenti in un’intervista a ‘Il Posticipo‘. Non hanno massacrato solo me, tutta la squadra è stata massacrata. Anche io ho sbagliato, ma potrei menzionare tante altre cose che ci hanno impedito di vincere quell’anno. Bisogna pensare alle cose belle e mettersi quelle brutte alle spalle: non dimenticarle, ma saperle usare nel futuro”.

La mia passeggiata a Milano il giorno dopo la sconfitta? Io ho tanti amici interisti in Italia: anche loro mi hanno chiesto se questa cosa è vera e perché ho sbagliato. Io non voglio dare colpe agli altri, mi prendo le mie responsabilità. Ero giovane, avevo 22 anni. Dopo una sconfitta che faceva male, la cosa migliore da fare era chiudere la porta di casa e rimanere lì dentro e non andare in giro. I tifosi vanno allo stadio per vedere la propria squadra vincere e quando non succede si arrabbiano. I tifosi pensano che i giocatori possano influenzare l’andamento delle cose. Quando un calciatore va in città, a prescindere dal fatto che abbia giocato o meno il giorno prima, viene beccato dai tifosi che incontra e deve prendersi le colpe. In ogni nazione però è diverso”.