Julian Nagelsmann, dall’infortunio ai successi. I Red Hot Chili Peppers, il kite-surf e le grida nel sonno

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Julian Nagelsmann, allenatore del Lipsia

Julian Nagelsmann compie 33 anni. Nato a Landsberg am Lech, nella Baviera del Sud, una città medioevale che ha dato i natali anche ad Adolf Hitler, Julian è l’ultimo di tre figli. Da giovane ha cominciato a giocare a calcio ad Augsburg ma la vita gli riserva subito brutte sorprese perché a circa sedici anni il padre muore suicida e la mamma da sola non riesce a portare avanti la famiglia. Julian, seppur giovane, decide di prendersi tutti sulle spalle. Doveva diventare un calciatore professionista, ma il destino ha altri piani per lui. Al Monaco 1860 diventa capitano delle giovanili. E’ un buon difensore, il Bayern si interessa a lui, ma il giovane Julian rifiuta l’offerta dei bavaresi. Un grave infortunio al menisco e due operazioni mettono fine alla sua carriera da calciatore.

In molti si sarebbero abbattuti, non lui. Thomas Tuchel, allora allenatore della seconda squadra dell’Augsburg, chiese al ragazzo se volesse seguire gli avversari della sua squadra. “Tu diventerai allenatore”, gli disse, ma cominciò da osservatore la sua seconda carriera. Tuchel, oggi al Psg, è ancora un modello ispiratore per Nagelsmann. Nel 2010 arrivò una chiamata. Era il presidente dell’Hoffenheim, Dietmar Hopp: “Ti andrebbe di venire da noi? Siamo nuovi in questo campionato proprio come te, e in più il nostro allenatore ha preferito non rinnovare”. Il tecnico che non aveva rinnovato si chiamava Ralf Rangnick. Iniziò con le giovanili, poi nel 2016 subentrò a Huub Stevens. Molti calciatori erano più anziani di lui, ma la sfida era interessante.

Al termine del campionato 2015-2016 riesce a condurre la squadra dal penultimo posto in classifica a un’insperata salvezza, che gli vale la conferma per la stagione successiva. Nel 2016-2017 riesce a guidare la squadra al quarto posto con conseguente storica qualificazione alle coppe europee guadagnando, a tre turni dalla conclusione del campionato, la certezza aritmetica di disputare almeno i preliminari di UEFA Champions League. Conduce poi l’Hoffenheim al terzo posto nella stagione 2017-2018, qualificando la compagine tedesca ai gironi di Champions League per la prima volta nella storia del club. Nel 2019-2020 passa al Lipsia. Anche con la squadra della Red Bull ha fatto benissimo.

Da inizio carriera segna su quaderni o fogli A3 le indicazioni per i giocatori. Aveva un’agenda in cui sul lato sinistro fissava le caratteristiche degli avversari e su quello destro le controindicazioni per annullarle. Ma ha usato anche i droni per gli allenamenti e una torre di sei metri per vedere le sedute dall’alto. Nagelsmann è uno sportivo a tutto tondo. Ama la velocità e l’azione, si diverte con il kite-surf, con le moto (aveva un’Aprilia Tuono) e in montagna anche con lo snowboard o le arrampicate. Per caricare i calciatori faceva suonare sul bus le canzoni dei Red Hot Chili Peppers.

Nagelsmann pensa alla tattica anche quando dorme. In conferenza stampa ha raccontato: “Spesso sveglio e spavento mia moglie in piena notte perché, nel sonno, urlo indicazioni tattiche a qualche giocatore. Io non me ne rendo conto, lo vengo a sapere il giorno dopo quando me lo racconta lei, comprensibilmente un po’ infastidita. Il problema è che capita piuttosto spesso”.