Juve, fino alla fine? No, fino al 60′ (di un livello mondiale): i bianconeri rivedono i… fantasmi di Firenze

Fino alla fine? Non sempre. Ieri, per la Juve, è stato più "fino al 60'" (di un livello mondiale): i bianconeri hanno visto i... fantasmi di Firenze

Quale è, esattamente, il significato di “livello mondiale”? E’ soggettivo, probabilmente, da contestualizzare sempre in base alla persona e all’argomento di cui si parla. Avrà avuto le sue buone ragioni, Maurizio Sarri, per definire i 60 minuti della sua Juve, quelli precedenti alla pazza rimonta del Milan, di livello mondiale. Ma, proprio perché il giudizio è soggettivo, ci sentiamo di affermare che da qui a livello mondiale ce ne passa. Sicuramente un livello buono, migliore rispetto a quello visto in Coppa Italia subito dopo il lockdown e migliore anche rispetto a quanto visto prima, come per esempio a Lione.

Fino al 60’…

C’è un Rabiot rinfrancato, ad esempio, ma c’è anche un Rabiot che scappa indisturbato con i difensori a guardare. Guardano troppo, Romagnoli e Kjaer, tanto che si scontrano e spianano la strada a Ronaldo per il successivo 0-2. Più che livello mondiale, è livello basso (d’attenzione) della retroguardia rossonera. Come la mettiamo? A chi lo diciamo, adesso, che “fino alla fine” oggi non esiste? Fino al 60′, potremmo ribattezzarlo.

I fantasmi di Firenze

Ma non è la prima volta. La Juventus ieri ha visto i fantasmi. I fantasmi di Firenze. C’era Giuseppe Rossi che vagava intorno al campo disturbando i difensori bianconeri. Sarà stato per questo che hanno commesso tanti errori, a partire da Bonucci per finire allo scellerato svarione di Alex Sandro. Giuseppe Rossi sa come si fa, sa come si può “modificare” il motto “fino alla fine”. Lo aveva fatto qualche anno fa, in una gara molto simile – per lunghi tratti – a quella di ieri. Era il 20 ottobre 2013 e la Juve comandava in campionato come adesso con una corazzata. Allora, però, era inizio torneo, ma la squadra di Conte era avanti 0-2 all’intervallo con le reti di Tevez e Pogba. E poi che succede? Succede che sale in cattedra Giuseppe Rossi e, da solo, sempre dal 60′, la ribalta. 1-2, 2-2 e 4-2 (poco dopo il 3-2 di Joaquin).

Da non dimenticare anche la rimonta del Bayern in Champions qualche anno fa, ma lì l’avversario era più forte e la sfida si giocava in 180 minuti, con il “vantaggio” supplementari. Situazione un tantino diversa.

Considerazioni

In entrambi i casi, tuttavia, la Juve vinse poi lo Scudetto. E adesso? Adesso non cambia molto. L’undici di Sarri resta ad un rassicurante +7, “grazie” ad una Lazio che, da “Aquilotta”, è diventata “Formichina”. L’ostacolo più grosso sembra essere il prossimo, l’Atalanta. Ma se dietro non corrono, la Juve può continuare tra black out e corto circuiti. E poi sì che, anche senza “livelli mondiali”, “alla fine” ci si arriva comunque. Miracoli permettendo…