Lillo Foti a CalcioWeb: “Il Livorno non mi interessa, ho fatto solo da interlocutore”. I retroscena sulla trattativa

Ai nostri microfoni, l'ex presidente della Reggina Lillo Foti ha tenuto a precisare le voci circa un presunto interessamento ad acquisire il Livorno

Una notizia è rimbalzata questa mattina, rilanciata dal Corriere dello Sport: l’ex presidente della Reggina Lillo Foti avrebbe fatto da “garante” ad una cordata bolognese che avrebbe versato 100 mila euro per l’acquisto del Livorno dopo l’addio di Spinelli.

Lo stesso Foti, però, in esclusiva a CalcioWeb, ha tenuto a precisare come stanno realmente le cose in merito al suo presunto interessamento:Non faccio parte del gruppo di imprenditori che vuole rilevare il Livornoha detto ai nostri microfoni – Sono amici e brave persone, mi hanno chiesto un contatto del presidente Spinelli con cui ho una conoscenza e ottimi rapporti da tempo, così ho fatto da interlocutore, semplice tramite telefonico, per metterli in contatto tra loro. Gliele ho presentate come persone perbene quali sono, ma io non faccio parte del gruppo e non sono interessato. So che la trattativa è avviata ed in fase avanzata, stanno andando avanti. Livorno è una piazza importante, ma il mondo del calcio oggi è molto complesso anche in serie B, figuriamoci in serie C”.

Lillo Foti è una figura storica del calcio italiano, un presidente d’altri tempi. Il suo impegno nel mondo del pallone è nato e si è concluso con la straordinaria esperienza nella sua città, Reggio Calabria, dove è nato e cresciuto, riuscendo – senza investimenti milionari ma con grandi capacità manageriali, competenze tecniche e soprattutto con la forza delle sue idee rivoluzionarie per l’epoca – a regalare una stagione di successi impensabili all’intero popolo calabrese. Con uno dei primi modelli di società-azienda, ha portato la Reggina per la prima (e fino al momento unica) volta in Serie A, dove l’ha mantenuta per 9 lunghe ed esaltanti stagioni e, prima ancora, ha costruito un centro sportivo, il Sant’Agata, diventato un modello in tutt’Italia, compiendo un vero e proprio miracolo sportivo e sociale, lanciando dalle periferie del profondo Sud tanti giovani talenti individuati nei polverosi quartieri più disagiati e trasformati in professionisti affermati a grandi livelli nazionali ed internazionali.
Conoscendolo, dunque, siamo convinti che sia molto difficile immaginare un suo impegno in altre realtà: il suo cuore era amaranto sin da bambini e continua ad esserlo adesso, condividendo con tutta la comunità amaranto la gioia per il ritorno della Reggina ad alti livelli.