Massimo Cellino, presidente vulcanico e superstizioso: dal tifoso pagato ai gesti scaramantici al limite

Si rinnova il classico appuntamento con la rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è il presidente del Brescia Massimo Cellino

Massimo Cellino è un personaggio che ha fatto molto discutere negli ultimi anni. Amato e odiato dovunque sia stato, l’imprenditore cagliaritano è attualmente il presidente del Brescia. Nato il 28 luglio 1956, Cellino compie oggi 64 anni. E’ principalmente un imprenditore agricolo: gestisce diverse aziende in Sardegna. Si è avvicinato al mondo del calcio all’inizio degli anni ’90. Nel 1992 ha acquistato il Cagliari per 16 miliardi di lire. La sua presidenza nel capoluogo sardo è durata 12 anni. Nel 2014, Cellino ha ceduto le sue quote alla Fluorsid, rappresentata da Tommaso Giulini. Ad Assemini ha realizzato il centro sportivo ‘Ercole Cellino’, che prende il nome del padre, tutt’ora sede degli allenamenti del Cagliari. Non un periodo senza polemiche per Cellino a Cagliari. Accusato prima di gestione un po’ troppo “oculata” dai tifosi, poi arrestato per la questione stadio. Il progetto della ‘Karalis Arena’ fu ostacolato dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, poiché sarebbe sorto a pochi metri dall’aeroporto di Elmas. Trasformato il campo di Quartu Sant’Elena in uno stadio di Serie A, Cellino venne arrestato nel febbraio del 2013 per tentato peculato e falso ideologico. Cellino ha tentato anche di acquistare il West Ham senza riuscirci. Nel febbraio del 2014, invece, acquista il 75% delle quote del Leeds United. Disastrosa la sua avventura inglese, terminata nel 2017 con la cessione ad Andrea Radrizzani. Nell’agosto dello stesso anno torna in Italia e rileva il Brescia, crea un centro sportivo e conquista la promozione nella stagione 2018-2019.

Scott Gutteridge, un tifoso del Leeds, ha raccontato sulle colonne del ‘Daily Mail’ un aneddoto incredibile sulla presidenza di Cellino: “Mi ha pagato 500 sterline al mese per creare e alimentare un gruppo su Facebook chiamato ‘Cellino In’. Sono stato contattato da un anonimo membro della società perché lavoro alla creazione di siti internet. Mi dissero che avrei ricevuto un compenso correlato all’attività della pagina”.

Cellino è un presidente vulcanico. Si è guadagnato la fama di mangiallenatori insieme a Maurizio Zamparini. Durante la sua esperienza a Cagliari si sono avvicendati sulla panchina sarda 27 allenatori. Un’ altra delle sue caratteristiche è la scaramanzia. Tra le sue fisse ci sono le bandane distribuite ai tifosi, l’obbligo di indossare il colore viola quando le partite si giocavano il venerdì 17, benedizioni e amuleti vari, spargere sale sul terreno di gioco. Allo stadio Sant’Elia, tanto per dirne una, fece rinominare i seggiolini numero 17 come “16 bis”. Oppure la leggenda metropolitana su Nedo Sonetti: il tecnico sarebbe stato esonerato da Cellino dopo aver ordinato in ristorante una spigola da 4 chilogrammi. Le sue manie hanno toccato l’apice al Leeds, quando ha licenziato il portiere Paddy Kenny perché era nato il 17. Cellino è anche membro di una band: “i Maurilios”. Rock ‘n roll e solidarietà per il presidente del Brescia, che suona la chitarra. Cellino è comunque ricordato per alcuni colpi importanti nei suoi anni a Cagliari: Suazo, Nainggolan, Oliveira, Zola. Ha il merito di aver lanciato allenatori come Allegri.

Presidente del Cagliari per caso: “Contattai gli Orrù per un affare di mattonelle, mi ritrovai in mano il Cagliari Calcio”. Un aneddoto risale all’estate 1993, quando Cellino era alla ricerca di un nuovo attaccante straniero per il Cagliari qualificatosi per la Coppa UEFA. In ballo, il liberiano George Weah e il panamense Julio César Dely Valdés. Cellino chiamò Tapie, all’epoca presidente del Marsiglia, per chiedergli un parere sulla questione. Il francese lo prese in giro, a Cagliari arrivò Valdés. Sappiamo cosa ha fatto Weah…