Milan macchina da gol, mai così bene davanti dai tempi d’oro: ecco perché [I NUMERI]

Otto risultati utili consecutivi per il Milan post-lockdown. Ad impressionare anche il numero dei gol segnati: mai così bene dai tempi d'oro

Una squadra operaia, ma capace anche di fare un bel gioco e divertire. Il Milan post-lockdown è ancora imbattuto. Organizzazione, sacrificio, dedizione. Queste le armi usate da Pioli e i concetti inculcati nella testa dei calciatori rossoneri per riprendere una stagione praticamente disastrosa fino a febbraio. I giocatori corrono, si aiutano e il Milan è finalmente diventata una squadra, come ha spesso sottolineato Pioli nelle ultime settimane. E la svolta, inutile dirlo, si è avuta con l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese, pur non rendendo al massimo dal punto di vista personale, ha migliorato tutti i compagni. Da Calhanoglu a Rebic, tutti hanno usufruito della leadership di Ibra, della sua voglia di vincere ancora e della sua fame. Con la vittoria sul Bologna i rossoneri guidano con 20 punti la classifica del “nuovo” campionato assieme all’Atalanta (non contando il recupero) anche per reti fatte. E in questo Milan vanno in gol tutti. Da Romagnoli a Kessié, da Leao a Bennacer fino a Calabria. Sono dodici i marcatori del Diavolo dalla ripresa del campionato. Saelemaekers e Bennacer (entrambi al primo gol in maglia rossonera) e Calabria con i gol al Bologna si sono infatti uniti a Castillejo, Bonaventura, Leao, Rebic e Calhanoglu, Ibrahimovic, Kessié, Theo Hernandez e Romagnoli. In tutto sono 25 i gol fatti e 9 subiti nelle 8 gare giocate dopo la sosta forzata. Una media di 3,125 reti a partita. Una macchina da gol questo Milan. Contrariamente a quanto avveniva nei mesi precedenti, quando la squadra faticava a segnare e San Siro fischiava. Quei tempi appaiono lontanissimi. Come lontanissimi appaiono quelli in cui il Milan si avvicinava ad una media gol del genere. Dobbiamo tornare indietro alla stagione 2009-2010 per trovare una rosa capace di segnare con tale frequenza. E quei numeri non sono nemmeno lontanamente paragonabili a questi. 23 gol in 10 partite tra gennaio e febbraio 2010. Media di 2,3 gol a partita. I vari Ronaldinho, Pato, Borriello, Thiago Silva, Huntelaar, Nesta e Ambrosini segnavano in quel Milan, che alla fine si piazzò terzo e si qualificò in Champions League.

Milan
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Un nuovo Milan: le big vanno KO e si guarda in alto

Ma questo Milan è diverso in tante cose. Negli interpreti, nell’età media (molto più bassa), nella gestione tecnica. Un altro elemento che non va sottovalutato è quello di essere tornati a vincere contro le big. Cosa che al Milan non riusciva da tempo. Sono cadute nell’ultimo mese Roma, Lazio e Juve. Adesso è in piena zona Europa League e sogna il sorpasso anche alla Roma, il che significherebbe accedere direttamente alla fase a gironi. Guardando i numeri delle ultime settimane sembra un risultato che sta anche stretto ai rossoneri, ma se pensiamo a come era partita e proseguita la stagione…

Pioli
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Pioli l’artefice dell’inversione di tendenza, ma tra poco arriva Rangnick: perché cambiare di nuovo?

Artefice del miracolo è Stefano Pioli. E pensare che la dirigenza del Milan lo ha praticamente liquidato. Arriverà Rangnick. E tutto dovrà ricominciare da capo. E adesso come si fa? Si può mandar via un allenatore con questi numeri? Difficilmente Gazidis cambierà idea. Ma per il Milan sarebbe davvero deleterio. Calhanoglu si è espresso chiaramente dopo la gara contro il Bologna: “Giochiamo per la conferma di questo allenatore”. E difficilmente Pioli rimarrà. Cosa succederà con Rangnick? Arrivi, partenze, nuova gestione, nuove idee e questo Milan sarà da rifondare per l’ennesima volta negli ultimi anni, quando invece aveva trovato un gioco, un’identità, un’anima. Quando era diventato una squadra. Certo, molti calciatori sono giovani e rimarranno viste le idee di Gazidis e Rangnick, che amano lavorare con gente sotto i 25 anni. Ma molti andranno via e il gioco sarà completamente diverso. Serve cambiare ancora?

Milan, 8 risultati utili consecutivi: quando era accaduto l’ultima volta?

Il Milan ci ha preso gusto. Non solo tanti gol segnati, ma anche tanti risultati utili consecutivi. Sono otto, nove se contiamo anche il pari in Coppa Italia contro la Juve nella semifinale di ritorno che ha aperto il post-Covid rossonero. Dati impressionanti e che certificano la crescita del Milan. Un cambiamento anche a livello mentale visto che 16 gol sono arrivati nei secondi tempi e 10 di questi sono serviti a rimontare e in alcuni casi a ribaltare il punteggio. Ma quando è stata l’ultima volta che il Milan è rimasto imbattuto per così tante partite? Dobbiamo tornare alla scorsa stagione: dal 26 dicembre al 9 marzo i rossoneri non conobbero sconfitta. Dieci partite: 7 vittorie e 3 pareggi, prima del KO nel derby contro l’Inter. E la penultima era stata nel campionato 2017/2018, sempre nello stesso periodo. Dal 30 dicembre al 31 marzo, in quel caso furono addirittura 11 le partite senza sconfitte: 8 vittorie e 3 pareggi, prima della sconfitta contro la Juve. Ad oggi sono 8 i risultati utili consecutivi per la squadra di Pioli. Numeri importanti ma che il Milan vuole continuare a migliorare, così come quelli dei gol segnati. A partire già dalla gara col Sassuolo.