Salvatore Soviero, dalla rissa con tutta la panchina del Messina all’insulto omofobo a Del Piero [VIDEO]

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Salvatore Soviero, ex portiere italiano

Salvatore Soviero, detto Sasà, è stato certamente un portiere che non è passato inosservato nel calcio italiano. Nato a Nola il 18 luglio del 1973, si è messo in evidenza con le maglie di Cosenza, Genoa e Salernitana a fine anni ’90 ed inizio ’00. Già da giovane si era distinto per il suo carattere molto violento: nel campionato di Serie C1, nel 1996, durante il match di Fermana-Giulianova, Soviero scatenò un’accesa diatriba intervenendo con veemenza contro l’allenatore del Giulianova. Un dirigente, trattenendolo, cercò di fermarlo: il portiere se lo scrollò dalla schiena facendolo cadere a terra, guadagnandosi così un’espulsione. Durante Brescia-Genoa del campionato di B 1999 insultò il guardalinee per circa 30 secondi a causa di un calcio d’angolo, a suo parere inesistente.

Si è reso protagonista di un episodio assurdo quando in seguito ad un attacco d’ira, durante la partita Messina-Venezia del 2004, si è scatenato contro la panchina siciliana ed ha preso a pugni e calci chiunque gli capitasse per le mani, compreso l’arbitro! “Focoso, sono focoso, non ci posso fare nulla, ho sbagliato. Non accetto di perdere così, non accetto le sconfitte ingiuste, i soprusi. Mi sono sentito danneggiato e ho reagito in questo modo, ma sono stato provocato da quelli del Messina, mi hanno detto ‘torna in porta imbecille’, poi hanno continuato a dire ‘Hai finito di fare il fenomeno? Tanto ormai l’hai presa in quel posto ed è giusto che retrocedi in C1′. Certo, ho perso la testa a 30 anni, non è bello”. Proprio per questo non si è mai preso tutte le colpe: “Mi sono diretto verso Mutti, ma ce l’avevo con tutti. Ho esagerato, l’hanno visto tutti. Mi dispiace ma chi sotto questo cielo non fa errori? Non mi voglio discolpare del tutto, perché, a detta di tutti i miei compagni, Palanca è stato ingiusto con noi. Il casino l’ha creato lui”.

Dopo una squalifica di 5 mesi è tornato in campo ed ha giocato in Serie A con discreto successo con la maglia della Reggina di Walter Mazzarri.

Nella sua unica stagione nella massima serie, la 2004-0205, ha avuto il tempo di lanciare un insulto omofobo nei confronti di Alessandro Del Piero, durante un Reggina-Juventus, terminato poi 2-1 in favore degli amaranto. Dopo due stagioni in B al Crotone, ha terminato la carriera nelle serie minori.

Iniziata la carriera da allenatore ha avuto a che fare con un mondo triste, come raccontato a ‘Lira Tv’: “Mi proposero di allenare una squadra. Ed io, che sono un giovane allenatore, dissi ‘sì’ con entusiasmo. Poi però mi fecero sapere che ci volevano 50mila euro di sponsor…Ho risposto che se dovevo portare soldi facevo il presidente, non l’allenatore”.