Sorteggi Champions, l’analisi: Atalanta, tuttavia non è andata male. Juve e Napoli, prima il pass

Sorteggi Champions League, l'analisi a caldo dopo l'ufficialità sugli accoppiamenti: Atalanta, poteva andare peggio; per Juve e Napoli giudizio rimandato

Quando il cerchio si restringe, parlare di fortuna o sfortuna è relativo. Se si è arrivati fin qui, si è ben consapevoli che di fronte – a parte qualche sorpresa – ci sono le migliori. Il riferimento, ovviamente, va ai sorteggi di Champions League, che hanno decretato gli accoppiamenti per i “quasi” quarti di finale. Quasi, sì, perché – così come un calcio anomalo ed una fase finale di Coppa anomala – anche il sorteggio concluso poco fa è stato anomalo. Un sorteggio che ha decretato gli accoppiamenti dei quarti quando ancora metà ottavi devono concludersi. Ed è proprio questo il motivo per cui, le analisi, lasciano ad oggi il tempo che trovano.

Juve e Atalanta, analisi rimandata

Saranno gare secche (prima volta), a porte chiuse almeno all’inizio (prima volta), ci sono squadre ferme da mesi e squadre che hanno ripreso il ritmo gara. Tutta una serie di incognite particolari, inedite, strane. Su Juve e Napoli ad esempio, almeno per ora, non ci sbilanceremo. L’obiettivo, non così scontato, è di staccare il pass prima di lasciarsi andare alle riflessioni. La Juve deve rimontare ma l’avversario è alla portata, al Napoli basterebbe anche uno 0-1 ma si va in casa di un Barça comunque temibile seppur non irresistibile come qualche anno fa. Certo, è che, andando avanti, la situazione non è delle migliori, con l’accoppiamento peggiore in tabellone per entrambe e la possibilità (sogno) che si possano incontrare in semifinale.

Atalanta, ecco perché si può fare

E l’Atalanta? Ecco, già qui il discorso è diverso. Precedenti in questa competizione, e con gare andata e ritorno, non ne abbiamo. Gli orobici sono una favola, che inizia a non sorprendere più, ma pur sempre esordiente in Champions. E, paradossalmente, la gara secca potrebbe essere un vantaggio (lo avevamo detto). Si attendeva solo l’avversario. PSG! Mah. Nome forte, tanti campioni… ma forse non è poi andata così male. Anzi, diciamola tutta: poteva andare decisamente peggio. La vincitrice tra Real e City, ad esempio, o un ostico e conservativo Atletico, che si chiude e non lascia giocare (peggio per l’Atalanta, che ha tuttavia iniziato anche a saper vincere contro squadre così). Questo PSG, al momento, fa meno paura. Perché l’Atalanta post lockdown è ancora migliore di quella “pre”, perché ha ripreso a giocare da ormai diverse settimane ed ha ritrovato subito il ritmo gara, perché affronta un avversario che se la gioca a viso aperto come lei (e Gomez e Zapata, con gli spazi, vanno a nozze). Ma anche perché il PSG è fermo da mesi, non ha ripreso il campionato e proverà a ritrovare il ritmo partita soltanto con qualche blanda amichevole. Perché è pieno di prime donne, perché di recente ha sempre fallito in Europa nonostante grandi nomi e mercati faraonici, perché non ha una tradizione e un’esperienza da paura in questa competizione. Insomma, si può fare.

Guardando avanti

Volgendo gli occhi al tabellone, emerge una curiosità: è praticamente “spezzato”, all’opposto. Da una parte la storia, dall’altra la favola esordiente. Da una parte 26 Champions League conquistate, dall’altra 0. Spieghiamo meglio. Se la vincente di Real-City affronterà la vincente di Juve-Lione, vorrà dire che ai quarti c’è l’alta possibilità che una big vada già fuori. E ancora, chi passerà i quarti, avrà di fronte la vincente dell’accoppiamento Barcellona-Napoli/Chelsea-Bayern Monaco in semifinale. Praticamente, tutte le big si azzuffano a vicenda. Dall’altra parte, invece, Lipsia-Atletico e PSG-Atalanta, con chance di sorpresa in semifinale ma anche in finale. All’ultimo atto arriverà sicuramente una squadra che non ha mai conquistato la Coppa, come il Tottenham l’anno scorso. L’Atalanta? Da italiani lo speriamo tutti…