8 agosto 2009, muore Daniel Jarque: l’asistolia a Coverciano e il commovente ricordo di Pochettino

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "Accadde oggi". Torniamo indietro all'8 agosto 2009, giorno triste per il calcio

Morire a 26 anni. E’ quanto successo a Daniel Jarque, capitano dell’Espanyol, quel maledetto 8 agosto. In ritiro a Coverciano (Firenze), telefonò alla sua compagna la quale improvvisamente non sentì più la voce del fidanzato. Dani se ne andò così per un’asistolia. Cresciuto nelle giovanili del club catalano, Dani ha indossato per tutta la vita solo la maglia dell’Espanyol diventando una vera e propria icona per i tifosi. Tanti gli omaggi ricevuti dal mondo del pallone, il più famoso è quello di Andres Iniesta. Dopo il gol vittoria ai supplementari al Mondiale del 2010, Iniesta mostrò una t-shirt celebrativa con la scritta ‘Dani Jarque siempre con nosotros’. La cittadella sportiva ‘Daniel Jarque’ e la statua posta nel cuore del nuovo impianto sono solo alcuni esempi di come la società catalana ha tenuto vivo il ricordo. E poi partite di beneficenza con Iniesta, Fabregas, Xavi, Tamudo, de la Peña, Luis Garcia.

Commovente il ricordo del suo ex allenatore Mauricio Pochettino: “Dopo pranzo dissi ai miei giocatori che potevano andare a dormire in camera. Dopodiché avevo concesso loro di farsi un giro a Firenze. Mentre parlavo, Dani Jarque si avvicinò al dottore della squadra e gli chiese di dargli un medicinale contro il mal di testa. Io sentendo la sua richiesta sono intervenuto, consigliandogli di uscire a Firenze e prendersi un caffè. Ma lui ha insistito dicendomi che non voleva, perché era stanco e aveva voglia di riposare. Quelle furono le ultime parole che sentii da lui. I medici hanno fatto del loro meglio per rianimarlo, è stato un dramma. Sentivamo di essere impotenti davanti a Dani che ci lasciava, perché non era solo un calciatore, ma una persona con la quale hai condiviso parte della tua vita, il capitano della squadra. Il dolore era ed è ancora oggi enorme”.

Sono passati 11 anni e da allora si sono susseguite altre morti assurde di calciatori, tra tutte quella di Davide Astori, anche lui capitano (della Fiorentina). La voglia di metter fine a tutto ciò e tanta come l’affetto dei tifosi che non dimenticano i propri beniamini. Gli applausi del “Cornellà-El Prat” risuonano in tutta la Spagna al 21′ (il numero di maglia di Jarque) di ogni gara casalinga. E un coro si leva unanime al cielo: “Nunca te olvidarémos” (Non ti dimenticheremo mai). Un ragazzo di 26 anni, marito, padre e calciatore esemplare. Un uomo che il mondo intero non dimenticherà.