Alan Shearer: dal golf alla scommessa del padre passando per i grandi rifiuti e i problemi di memoria

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Alan Shearer, fortissimo attaccante inglese

Alan Shearer compie oggi 50 anni. Un braccio alzato per esultare. Stile retrò, che descrive bene il centravanti inglese vecchia maniera. Una corsa goffa, zoppicante, ma quando gli arrivava il pallone raramente Shearer sbagliava. Vedeva solo la porta, nient’altro. Inizia a giocare a calcio da bambino, ma il padre gli impone il golf, lo sport dei ricchi. Alan si compra le mazze, ci gioca e anche bene, ma sa che quella non è la sua strada. La sua strada è sì verde, ma è un campo da calcio. Il padre non era d’accordo e propose una sterlina al figlio qualora avesse fatto gol nel campionato scolastico. Indovinate come andò a finire. Alan ne fece 3 in tre minuti e andò a riscuotere la vincita.

Fu Jack Hixon a notare il ragazzo e a portarlo al Southampton. 9 aprile 1988. Arriva il momento dell’esordio tra i grandi di Shearer. La sfida è all’Arsenal e Alan gioca da titolare. Tre gol. Si vede subito che è diverso dagli altri. Febbraio del 1992, esordio in Nazionale Under-21: 1-0 alla Francia, non c’è bisogno di dire chi segnò. Lo voleva il Manchester United, ma nel ’92-’93 scelse il Blackburn. 112 gol in 138 partite con i Rovers. E 34 nel ’94-’95, il campionato vinto dopo 81 anni. Nel 1996 arriva la chiamata che non si può rifiutare, quella della sua città: Newcastle.

Non me ne andrò mai più. La mia vita è qui, disse. La sua carriera poteva essere ancora gloriosa ad appena 27 anni ma Shearer scelse il Newcastle. Segnare al Saint James’s Park non è come segnare in un altro stadio e Alan lo fa per 148 volte, fino a 36 anni. Rifiutò l’offerta dell’Inter di Massimo Moratti pur di restare in Inghilterra. Un mito dei Magpies, “score Shearer score” ha risuonato a St James Park fino al 2006. Miglior marcatore di tutti i tempi della Premier League con 260 gol, miglior marcatore di tutti i tempi del Newcastle con 206. Segno che non si deve essere eleganti per essere tra i più forti.

Negli ultimi anni Shearer ha ammesso di soffrire di problemi mnemonici. Non è il primo né l’ultimo calciatore ad aver accusato problemi di memoria. La verità è che colpire il pallone di testa per tanti anni, come fa un calciatore, può causare danni cerebrali, come dimostrano diversi studi. Ma Shearer lo ha voluto fare per tanti e tanti anni, gonfiando le reti di tutti i campi inglesi.