Chi è Weston McKennie, il tuttofare a stelle e strisce che ha stregato la Juventus: dalla borsa di studio a George Floyd

Weston McKennie è vicinissimi a diventare un calciatore della Juventus. Il centrocampista statunitense, seppur giovane, ha già una certa esperienza

Un colpo a sorpresa non per le qualità del calciatore, evidenti per chi l’ha visto giocare, ma perché era un nome mai accostato alla Juventus. Weston McKennie potrebbe diventare presto un rinforzo per i bianconeri. 3 milioni per il prestito e 18 per l’eventuale riscatto a fine anno che andrebbero a finire nelle casse dello Schalke 04, squadra con cui è esploso. Giovane, classe ’98 (compirà 22 anni il 28 agosto), mezzala di prospettiva e talento, quest’anno ha giocato 32 partite segnando 3 reti in Bundesliga. McKennie nasce a Little Elm, nel cuore del Texas. Inizia a giocare a pallone in Germania, dove il padre lavorava come militare, nel settore giovanile dell’FC Phonix Otterbach. Rientra negli Stati Uniti qualche anno più tardi e continua la sua crescita al Dallas FC, rifiutando una borsa di studio all’Università della Virginia e un contratto da professionista proprio nei Dallas. Viene prelevato dallo Schalke 04 nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Con l’Under-19 si distingue subito come centrale di centrocampo generoso, duttile e costante: 21 presenze impreziosite da 4 gol e 3 assist ne fanno uno dei migliori centrocampisti del torneo. Poi la svolta grazie ad un italiano: Domenico Tedesco.

Inizia ad essere impiegato in pianta stabile in prima squadra. Nell’ultima stagione è stato uno dei pochi a salvarsi, soprattutto nella seconda parte della stagione. David Wagner lo ha sempre utilizzato quando disponibile, lasciandolo fuori solo in cinque occasioni a causa di infortuni e una volta per squalifica. McKennie si è distinto per impegno e duttilità: può giocare sia nelle vesti di centrocampista centrale, che di diga davanti alla difesa e all’occorrenza sa muoversi anche come trequartista. Ma non solo, perché parecchie volte si è destreggiato come mezzala, difensore centrale, terzino destro e nella sua esperienza in Bundesliga anche un paio di apparizioni da punta centrale. Un tuttofare, insomma. Nonostante la giovane età, si è contraddistinto anche per il suo temperamento e carisma che gli hanno permesso in breve tempo di diventare uno dei leader dello Schalke e degli USA. Dopo la trafila nelle giovanili, infatti, è entrato in pianta stabile nella nazionale maggiore, con la quale ha segnato 6 reti in 19 partite.

Recentemente si è distinto come centrocampista box-to-box, garantendo sostanza ma anche geometrie e inserimenti. Le sue eccezionali doti aerobiche gli garantiscono una resistenza notevole e unite ad un più che discreto cambio di passo e ad una forza fisica che gli permette di difendere il pallone e di essere molto incisivo quando va a contrasto, lo portano ad essere il classico profilo che fa comodo a tutti gli allenatori. E’ salito alla ribalta anche per essere stato il primo calciatore a usare la visibilità di un match per chiedere pubblicamente giustizia per George Floyd, mostrando nel corso della partita contro il Werder Brema del 30 maggio scorso una fascia al braccio con la scritta “Justice for George”.

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