Javier Ernesto Chevanton, una storia d’amore con il Lecce: dalla gara col braccio rotto al suocero d’eccezione

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Javier Ernesto Chevanton Espinosa

Javier Ernesto Chevanton, nato il 12 agosto 1980, compie oggi 40 anni. Inizia la sua carriera con la maglia del Danubio in patria segnando 53 gol in 62 partite. La sua vita, calcistica e non, è legata indissolubilmente al Lecce. Arriva in Salento nel 2001 e disputa tre ottime stagioni, specialmente la terza nella quale realizza 19 reti. Poi i passaggi al Monaco, al Siviglia, all’Atalanta, poi Lecce, Colon, ancora Lecce, QPR, Liverpool Montevideo e Soccer Dream Parabita, club con il quale torna a giocare nel 2017 dopo aver annunciato il ritiro nel 2015. Nella Terza Categoria segna 16 gol in 3 partite prima di appendere le scarpette al chiodo definitivamente. Con l’Uruguay ha segnato 7 gol in 22 apparizioni. Una storia d’amore quella con il Lecce. Una scintilla scoccata subito. Esordio contro il Parma e dopo 2 minuti, palla rubata a Frey e gol. Personalità e talento da vendere. Ne sanno qualcosa il Milan e il Bari, punite dall’uruguayano. Ma ne sa qualcosa anche Pasquale Bruno, ex difensore tra i più duri della storia del calcio. Chevanton ha sposato la figlia di Bruno, Sandra (ci vuole coraggio ad avere Pasquale Bruno come suocero). Pur di tornare al Lecce accetta uno stipendio da 900 euro al mese. Si danna l’anima, gioca la partita contro il Carpi (finale playoff) con un braccio rotto, ma non riesce a riportare i salentini in Serie A. Un legame indissolubile, anche nelle dichiarazioni di Chevanton “Ho portato le maglie di Monaco, Siviglia, Atalanta e Colon, ma non ho mai tolto la maglia del Lecce”.