Julian Nagelsmann e il Lipsia, un binomio perfetto: gioventù, talento e idee contro il “vecchio” calcio

Julian Nagelsmann, il nuovo che avanza. L'allenatore del Lipsia è il più giovane a raggiungere una semifinale di Champions: un predestinato

Una squadra giovane, spumeggiante. E a guidarla non poteva che essere un giovane. Anzi, il più giovane. Il più giovane allenatore nella storia della Bundesliga, il più giovane tecnico a disputare la Champions League, il più giovane a vincere una gara della fase a gironi e ad eliminazione diretta, il più giovane a raggiungere una semifinale di Champions. Julian Nagelsmann è un predestinato. Idee rivoluzionarie, un concetto di gioco all’avanguardia, un calcio piacevole da guardare. Da giovane ha cominciato a giocare a calcio ad Augsburg ma la vita gli riserva subito brutte sorprese perché a circa sedici anni il padre muore suicida e la mamma da sola non riesce a portare avanti la famiglia. Julian, seppur giovane, decide di prendersi tutti sulle spalle. Doveva diventare un calciatore professionista, ma il destino ha altri piani per lui. Si rompe il menisco ed è costretto a dire addio alla carriera da difensore. Buon per lui, diremmo oggi, visti i risultati. Un allenatore che pensa sempre al calcio, anche quando dorme: “Spesso sveglio e spavento mia moglie in piena notte perché, nel sonno, urlo indicazioni tattiche a qualche giocatore. Io non me ne rendo conto, lo vengo a sapere il giorno dopo quando me lo racconta lei, comprensibilmente un po’ infastidita. Il problema è che capita piuttosto spesso”.

Giocava all’Augsburg ed è il tecnico della seconda squadra a disegnargli la strada per il futuro. Quell’uomo si chiama Thomas Tuchel e martedì sarà il suo avversario (toh, il destino) nella semifinale di Champions League, la gara più importante della carriera per entrambi. Amici, ma avversari per una notte. Uniti da un filo comune. E Nagelsmann sogna. Perché se sei il primo ad eliminare dalla Champions l’Atletico Madrid di Simeone e lo fai senza Cristiano Ronaldo (visto che nelle ultime debacle dei Colchoneros c’è sempre stato lo zampino del portoghese) sei un allenatore speciale. E se in squadra non hai calciatori più vecchi, ma tanti dei tuoi avversari sono più anziani di te capisci che qualcuno ha disegnato per te un piano preciso. Se il tuo cambio decisivo, Tyler Adams, ha solo 11 anni in meno di te e al primo tiro in porta ti manda in semifinale capisci tante cose.

Quando il Lipsia nasceva, nel 2009, Simeone aveva già allenato quattro squadre. Il nuovo che avanza e che “soppianta” il vecchio. Nagelsmann aveva già punito un’altra vecchia volpe della Champions: José Mourinho. Il Tottenham ha ricevuto una lezione di calcio dai giovani e brillanti tedeschi del Lipsia. Metodi innovativi che gli hanno permesso di portare il piccolo Hoffenheim prima in Bundesliga e poi in Champions, risultati strabilianti ripetuti e addirittura migliorati con il Lipsia. Tattiche, allenamenti, studi che gli hanno permesso di superare i “maestri”. E il suo maestro sarà avversario martedì prossimo. Tuchel mi ha salvato. Ero malato di calcio. Ha sacrificato tutto per una carriera nel calcio, e poi in un istante tutto è stato interrotto a causa di un infortunio. Non volevo avere altro a che fare con il calcio. Ma Thomas mi ha chiesto di fare l’osservatore delle squadre avversarie. Si è rivelato vantaggioso per tutti. Avevo ancora un contratto con Augsburg e sono rimasto nel calcio. Ho capito che fare l’allenatore era la mia strada“.

E di strada ne ha fatta. Ma ne vuole fare ancora. Mancano ancora pochi passi per entrare davvero nella storia. Dopo essere diventato il più giovane allenatore a raggiungere una semifinale di Champions, vorrebbe diventare il più precoce ad arrivare in finale. E magari vincerla. E superare ancora una volta maestri come Mourinho, Lattek e Guardiola, tra gli altri. E vincerla con il Lipsia, squadra che fino ad 11 anni fa non esisteva nemmeno ed ora vive una favola. Chissà se prima della sfida contro il PSG caricherà i suoi calciatori con la musica dei Red Hot Chili Peppers. E pazienza se per preparare la gara terrà sveglia la moglie di notte. La signora stavolta capirà che per Nagelsmann è la partita della vita…