Pavel Nedved, il ragazzo studioso che inseguì il sogno del padre. Dall’osservatore Zeman al Pallone d’Oro

Si rinnova l'appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Pavel Nedved, attuale vicepresidente della Juventus

48 anni per Pavel Nedved. L’attuale vicepresidente della Juventus è nato a Cheb, una piccola città della provincia boema. Il padre Vaclav amava il calcio ed era anche un discreto giocatore. Ma quando la vita ti impone di scegliere tra la passione e la famiglia, il 99% sceglie la seconda. E così fece anche Vaclav, scelse l’amore per Ana, un lavoro sicuro in fabbrica. Suo figlio Pavel aveva ereditato i suoi tratti somatici e la sua passione, il calcio. Un ragazzo serio e studioso, sempre tra i migliori a scuola, che nel tempo libero si divertiva a calciare un pallone contro il muro. La sua prima occasione è al Cheb, la squadra del paese. E Pavel diventa subito un idolo. Corre, non si stanca mai, calcia forte e preciso. Ma quella stessa gente che lo incita, sa che lo perderà presto, perché Pavel è troppo forte. Per lui arriva la chiamata del Dukla Praga, nobile decaduta della Capitale. Una stagione in cui si mette in mostra e la chiamata arriva dalla squadra più forte della città, lo Sparta. E il suo primo allenatore gli dice che non è degno di indossare la maglia dello Sparta, non è a quei livelli. Un osservatore viene invitato a vederlo, annota sul suo taccuino e alla fine trae le conclusioni: quel ragazzo è davvero forte, può farcela. Nel frattempo Nedved segna, e tanto, con lo Sparta Praga: addirittura 23 reti tra campionato e coppa. Ancora in pochi conoscono Nedved, che si rivela al mondo agli Europei del ’96. Il prezzo di un miliardo lievita. Alla fine se lo aggiudica la Lazio per 9 miliardi di lire.

Perché la Lazio? Vi ricordate quel famoso osservatore? Si chiamava Zdenek Zeman, allenatore della Lazio di Cragnotti. Ci aveva visto lungo il boemo. Stagioni buone, tant’è che Zeman (passato alla Roma) prova a portarlo con sé sull’altra sponda del Tevere senza riuscirci. Anche Sacchi prova a portarlo all’Atletico Madrid, ma Nedved non se la sente di tradire la società che ha tanto creduto in lui. Vince uno scudetto da protagonista, ma per lui è giunto il momento di una nuova avventura. Lo vogliono Manchester United, Inter e Juventus. 85 miliardi e Nedved è bianconero. A Piacenza segna il gol scudetto e diventa la “Furia ceca”. Il gol al Real Madrid in semifinale, finale persa ai rigori contro il Milan. Ma arriva il premio più importante, il coronamento di una carriera, il Pallone d’Oro del 2003. Resta anche nella stagione della Serie B. Il 31 maggio 2009, proprio contro la “sua” Lazio, Nedved gioca l’ultima partita con la maglia della Juventus; Del Piero gli cede la fascia da capitano e Pavel chiude la sua splendida carriera. Una giornata dedicata al padre, Vaclav, quell’uomo che aveva dovuto rinunciare al suo sogno e che lo aveva vissuto attraverso la carriera del figlio.