Pippo Inzaghi, dalla tensione che lo portava a “liberarsi” a Plasmon e bresaola fino all’aneddoto pre-Atene

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Pippo Inzaghi, ex attaccante di Juve e Milan

Pippo Inzaghi compie 47 anni. Attualmente è l’allenatore del Benevento, squadra appena promossa in Serie A. Ma la carriera da calciatore è stata veramente importante. Il suo principale pregio era il fiuto per il gol. Esperienze nei primi anni della carriera con le maglie di Piacenza, Parma e Atalanta ma la prima esperienza importanti è stata quella con la maglia della Juventus, si dimostra un grande bomber. Poi diventa un vero e proprio idolo al Milan, si conferma impressionante in fase realizzativa, spingendo i rossoneri alla vittoria di tanti trofei, soprattutto la Champions League. E’ il calciatore italiano che ha segnato più gol nella competizione, protagonista anche con la Nazionale. Meno fortunato l’inizio da allenatore prima con il Milan. Bene invece al Venezia, da dimenticare la parentesi al Bologna.

Emiliano Mondonico ne ha fatto un perfetto ritratto in poche parole: “Non è Inzaghi a essere innamorato del goal, è il goal a essere innamorato di Inzaghi”. Fu decisivo ad Atene per la vittoria della Champions, con una doppietta Curioso aneddoto svelato da Ancelotti: “Anche se adesso non lo ammetterebbero mai, alcuni giocatori sono venuti a chiedermi una cosa: ‘Non farai mica giocare Pippo? Ma non vedi come sta?’. In effetti era mezzo morto, eppure sapevo che quelle erano le sue notti”. Montella una volta lo criticò per la scarsa tecnica. Inzaghi rispose per le rime: “Se mi trova uno che fa 316 gol mi fa un piacere…”.

Prima delle partite, per la tensione, era costretto ad utilizzare il bagno diverse volte. A raccontare gli aneddoti più divertenti, in questo caso, è Pirlo, che narra come Inzaghi abbia “battezzato” quasi ogni spogliatoio. Anche il più angusto con effetti ovviamente poco graditi ai compagni. Quando gli si chiedeva cosa avesse mangiato la risposta era sempre la stessa: i Plasmon. Mangiava davvero i biscotti per bambini, purchè in ogni confezione ne rimanessero due. Pasta in bianco appena “macchiata” dal sugo di pomodoro e bresaola a pranzo. Idem a cena.

In un Bari -Juvenus Neqrouz cerccò di fermarlo in tutti i modi. Prima una palpatina, poi una strizzata al gluteo. Inzaghi si innervosì tantissimo e dovettero calmarlo negli spogliatoi.