Robert Enke, dallo smacco di van Gaal alla morte della figlia fino al drammatico suicidio

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Robert Enke, ex portiere tedesco

Robert Enke è stato un portiere tedesco. Nato a Jena il 24 agosto del 1977, ha iniziato a giocare con la squadra della città, il Carl Zeiss. Passa poi al Borussia Monchengladbach e al Benfica. Negative le esperienze con Barcellona, Fenerbahce e Tenerife, prima della lunghissima militanza nell’Hannover. Già ai tempi dei blaugrana mostra paure e insicurezze. Chiama Louis van Gaal prima del suo passaggio in Catalogna per avere rassicurazioni sul posto da titolare e l’allenatore olandese gli risponde che non lo conosce nemmeno. Quando il Barcellona esce sconfitto per 3-2 in una partita di Copa del Rey, il capitano Frank de Boer dà pubblicamente la colpa a Enke su due gol subiti. In quegli anni inizia ad essere seguito da uno psicoterapeuta.

Nel 2006 la situazione peggiora con la morte della figlia Lara, di due anni, a causa di una rara malattia cardiaca. Si è tolto la vita nel tardo pomeriggio del 10 novembre 2009, all’età di 32 anni, gettandosi sotto un treno nei pressi di un passaggio a livello della città di Eilvese, dopo aver abbandonato la sua auto a pochi metri di distanza dai binari; lasciò la moglie Teresa Reim e una bambina adottiva di dieci mesi. La polizia tedesca ha confermato l’esistenza di una lettera d’addio di Enke, nella quale il portiere si scusava con la moglie e il medico curante. Una cerimonia funebre si è tenuta all’AWD-Arena di Hannover, stadio della squadra di calcio della città, in cui Enke militava dal 2004.