Giustizia: studio, Italia riduce pendenze ma con 3,3 mln è sempre prima in Ue

Milano, 6 set. (Adnkronos) – Qualcosa migliora nella giustizia italiana, ma non è abbastanza. E’ quanto si evince dallo studio dell’Ambrosetti Club sull’efficienza del sistema, diffuso in occasione del Forum 2020 a Cernobbio. Ad esempio, lo stock di pendenze civili e commerciali di primo grado a fine anno è sì ulteriormente ridotto rispetto al passato, ma con minor vigore e comunque rimane il primo per dimensioni in Europa, pari a circa 2,3 volte la media europea. Tradotto in numeri significa circa 3,3 milioni di cause pendenti a fine 2019 rispetto ai 3,4 milioni dell’anno precedente.
Si migliora anche sui tempi dei processi, ma anche qui con pochi effetti a livello comparativo. La durata media prospettica dei procedimenti civili nel 2019 è stata di circa 359 giorni nei Tribunali ordinari; nel 2009 la medesima durata era stata pari a 492 giorni. Il Disposition Time (dato 2018) si è invece attestato a 375 giorni rispetto ai 399 giorni dell’anno precedente. Con riferimento al contesto europeo e al solo Disposition Time, l’Italia è il terzo Paese in Europa per lunghezza di risoluzione delle cause in primo grado dopo Cipro e Francia e prima di Malta.
Ancora critico rimane l’eccessivo ricorso alle Corti d’Appello e alla Corte di Cassazione: sono necessari oggi oltre sette anni per concludere un iter processuale lungo tutti e tre i livelli di giudizio. Ciò ha comportato negli anni un accumulo di debito per ingiusta durata del processo pari a circa 328 milioni nel 2018, di poco inferiori ai 336 mln dell’anno precedente. Sul fronte della razionalizzazione della domanda, lo studio segnala che, sebbene la riforma del processo civile tenda a favorire forme di definizione delle cause di tipo extra-giudiziale, le statistiche sulla mediazione civile evidenzino una scarsa fiducia dei privati in questo strumento, spinto sempre più dai magistrati.