Michael Ballack, l’eterno secondo. Il flirt con la moglie di un compagno e la puzza di capra ai Mondiali

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Michael Ballack, ex centrocampista tedesco

Michael Ballack compie oggi 44 anni. Definito da tanti uno dei calciatori tedeschi più importanti della sua generazione, ha cucito addosso l’appellativo di ‘eterno secondo’, per via dei numerosissimi secondi posti ottenuti con le sue squadre di club e con la Nazionale. Ambidestro, dotato di una buona visione di gioco, di un ottimo tiro da fuori e in grado di ricoprire i ruoli di mediano o trequartista, Ballack cresce calcisticamente nel BSG Motor Karl-Marx-Stadt prima di passare allo Chemnitz, con cui esordisce tra i professionisti. Nel 1997 passa al Kaiserslautern, con cui fa intravedere le sue qualità e viene notato dal Bayer Leverkusen. Qui arrivano i primi ‘pesanti’ secondi posti: nella stagione 2001-2002 i tedeschi vengono infatti sconfitti in finale di Champions League per mano del Real Madrid dei Galacticos, ma non solo, arrivano dietro i campioni anche in Coppa di Lega e campionato. Per non farsi mancare nulla, ai Mondiali del 2002 la Germania perde la finale contro il Brasile. I primi successi in terra tedesca arrivano con il passaggio al Bayern Monaco, con cui vince più volte campionato e Coppa di lega. Quattro anni in Inghilterra e più di 100 presenze con la maglia del Chelsea, prima di tornare al Bayer Leverkusen e chiudere la carriera nel 2012.

Ballack ha avuto un flirt con Daniela Aumann, moglie di Christian Lell, suo compagno di squadra. Il difensore commentò così: “Adesso con Daniela va bene, ma Ballack ha fatto la sua parte nei miei guai. Non voglio parlare di uno che entra nella vita degli altri e fa danni con tanta leggerezza”. Qualche tempo dopo la Aumann si scoprì incinta. Chissà…

L’ex portiere del Paraguay José Luis Chilavert ha raccontato un curioso aneddoto. Ai Mondiali del 2002, nella gara contro la Germania, Ballack doveva essere marcato da Estanislao Struway: “Lui doveva controllare Ballack. Un compito tutt’altro che facile, era un giocatore fortissimo. Ma stargli vicino era difficile perché l’odore di capra che aveva addosso era veramente terribile, quasi da rendere impossibile il marcarlo così stretto. Forse usava qualche deodorante, non ne ho idea, ma l’odore era incredibile. Credo fosse una tattica”.