Pato, dal tumore all’errore del cugino per la patente. Tra Giulietta e Romeo e il ‘Playboy’ di Ronaldo

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Alexandre Pato, attaccante brasiliano

Alexandre Rodrigues da Silva, noto a tutti come Pato, compie oggi 31 anni. Inizia la carriera con le giovanili dell’Internacional, squadra con cui esordisce e si fa subito notare a suon di gol. E’ il Milan a portarlo in Europa. Con i rossoneri segna all’esordio (contro il Napoli), poi una serie infinita di infortuni lo frenano. Nel 2013 torna in Brasile, al Corinthians. Poi due anni al San Paolo, sei mesi al Chelsea, un anno al Villarreal, due ottime stagioni con il Tianjin Quanjian. Dal 2019 è tornato al San Paolo. Per Pato anche 27 presenze e 10 gol in nazionale.

Le sue movenze, eleganti e grezze, ma soprattutto il suo baricentro basso gli valsero a soli 8 anni il soprannome di una vita: ‘papero’. Coincidenza vuole, tra l’altro, che il suo nomignolo sia un toponimo: in brasiliano, infatti, papero è traducibile con Pato, il suo cognome e al tempo stesso il suo luogo natale. Una mattina del 2008 Pato ha detto a suo cugino, che gli faceva da autista: “Fa’ veloce, dobbiamo andare a Novara, che ho l’esame per la patente“. Il cugino schiacciò l’acceleratore e in meno di mezz’ora era al casello di Melegnano, direzione Bologna. Aveva sbagliato l’ingresso dell’autostrada. Pato ha dovuto aspettare un altro mese per ottenere la patente.

Nei primi due giorni da turista in Italia è stato a Verona e ha guardato a lungo, incantato, il balcone di Giulietta e Romeo. Il primo pranzo a Milanello: pasta al pomodoro, pasta al pesto, pasta alle zucchine. L’allenatore Ancelotti si è avvicinato, l’ha squadrato, l’ha fatto alzare e gli ha impartito due ore di lezione sulla cucina italiana.

Pato ricorda i primi momenti in rossonero: “Quando sono arrivato al Milan ho incontrato tanti giocatori fortissimi. In spogliatoio ero seduto tra Maldini e Ronaldo e di fronte avevo Kakà. Uno dei primi giorni ricordo che Ronaldo mi chiese se volessi entrare nel suo gruppo, facendomi vedere un giornale di Playboy, oppure nel gruppo di Kakà che aveva un po’ cose di chiesa in spogliatoio”.

All’età di 10 anni, si venne a scoprire, dopo una radiografia, che Pato aveva un tumore al braccio: la sua famiglia, però, non era in grado di sostenere le spese delle cure mediche, ma il dottor Paulo Roberto Mussi, amico di famiglia, operò gratuitamente il ragazzo, scongiurando complicanze. Dal 2009 al 2010 è stato sposato con l’attrice brasiliana Sthefany Brito; il loro matrimonio è durato poco più di sette mesi. Durante la sua permanenza al Milan, è stato poi legato sentimentalmente a Barbara Berlusconi, figlia di Silvio.