Riapertura stadi, l’Italia sempre indietro. Brusaferro temporeggia: “Per il Cts non ci sono le premesse per gli eventi con spettatori”

Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, smorza gli entusiasmi in merito alla riapertura degli stadi al pubblico

“Eventi sportivi solo a porte chiuse? I raduni di massa sono considerati al mondo come il massimo livello di rischio che non è legato solo all’evento. Ci sono una serie di problemi nel gestire l’ingresso e l’uscita delle persone. Il Cts ritiene che allo stato attuale non ci siano le premesse per eventi con spettatori e la preoccupazione è anche quella di non sovraccaricare il sistema di altri fattori di rischio”. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, si esprime così in merito agli eventi con spettatori in un’intervista al Corriere della Sera.

Chiaro, ovviamente, anche il riferimento alla riapertura degli stadi, il giorno dopo la nota del Parma sui mille supporters al Tardini nell’amichevole contro il Parma e a qualche giorno dalla richiesta della Regione Piemonte – arrivata proprio al Cts – di autorizzare il ritorno dei tifosi all’Allianz Stadium. L’impressione, a questo punto, è che la risposta ai bianconeri sia negativa. E in Italia (come sempre) continuiamo a temporeggiare al cospetto di altri paesi europei – con numeri decisamente peggiori – che consentono le riaperture anche parziali. I tifosi allo stadio non sono di importanza vitale per la vita di un uomo, ma lo sono per le società che investono e che ricevono una parte di introiti proprio dai botteghini. E, senza di questi, a scomparire non sarebbero i singoli club ma categorie intere. A partire da Serie C e dilettanti…

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