Scuola, Conte: “Entro ottobre banchi nuovi in tutte le classi”

Roma, 8 set. (Adnkronos) – dall’inviato Antonio Atte
L’esordio di Giuseppe Conte in casa del Pd convince i militanti dem. Ospite per la prima volta della Festa dell’Unità, a Modena il presidente del Consiglio viene salutato dall’applauso (timido all’inizio, poi sempre più scrosciante) dei simpatizzanti democratici. Sono parole al miele quelle che il premier riserva al segretario di una delle due principali forze politiche che sostengono il suo esecutivo: “Con Nicola Zingaretti ci sentiamo spesso. Non ha mai avuto uno screzio, è una persona molto leale e schietta, non abbiamo mai avuto incomprensioni”. Il pubblico che gremisce l’area palco della kermesse (pur nel rispetto del distanziamento sociale) si accende quando Conte parla di scuola, tema a cui il capo del governo, intervistato da Maria Latella, dedica una cospicua parte del suo intervento: “A chi ci critica oggi dico: negli anni scorsi come mai non vi siete preoccupati della scuola?”. Il premier poi promette: “A fine ottobre banchi nuovi in tutte le classi”.
Inevitabile un passaggio sul Mes. Confermando la sua posizione ‘prudente’ sull’eventuale ricorso al fondo salva Stati per le spese sanitarie, Conte promette che, se necessario, si presenterà alle Camere: “Lo valuteremo assieme e proporrò una soluzione al Parlamento”. Tutte le energie, ha scandito il premier, sono concentrate sul Recovery Fund, di cui “non verrà sprecato un solo euro”. Bisogna far presto però, e su questo il premier concorda con il Capo dello Stato Sergio Mattarella.
Per quanto riguarda il capitolo delle elezioni regionali – appuntamento al quale M5S e Pd, eccezion fatta per la Liguria, si presentano separati nei territori al voto – Conte ribadisce la linea più volte tracciata, quella di una sinergia anche locale tra i due principali azionisti del suo governo: “Non voglio forzare nessuno, credo semplicemente che da esperienze positive possano nascere prospettive politiche più durature”. La conclusione del suo intervento è dedicata a una battuta rivolta al rivale ed ex alleato Matteo Salvini: “Parla talmente tanto che non può mancare a nessuno”.
Bagno di folla finale per il premier, tra un “grazie presidente” urlato da signore e selfie con giovani e non. “Il Libano non va lasciato solo”, dice poi, a margine, a un cittadino libanese che gli si avvicina per esprimere la sua preoccupazione per il proprio Paese di origine. Prima di tornare a Roma, giro di rito tra gli stand e cena con lo staff e con gli organizzatori della Festa. Presente anche il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. Per Conte una degustazione delle pietanze tipiche dell’Emilia Romagna: lasagne, tortellini e tortelloni. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di Lambrusco.