Thiago Silva, dagli autobus a gigante della difesa. La tubercolosi e Gattuso gettato da Ibra nella spazzatura

Si rinnova il classico appuntamento con la rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Thiago Silva, difensore centrale brasiliano

Thiago Silva è nato a Rio de Janeiro il 22 settembre 1984. Il difensore brasiliano è cresciuto come mediano con capacità di giocare anche come ala e terzino, durante la sua permanenza alla Juventude è stato convertito in difensore centrale dall’allenatore Ivo Wortmann. Una breve prima esperienza in Europa tra Porto B e Dinamo Mosca. Poi il rilancio al Fluminense e l’arrivo al Milan, nel 2009. Quattro stagioni ad altissimi livelli e poi la cessione al PSG. Ora Thiago Silva è passato al Chelsea.

Da ragazzo viveva in un quartiere povero, come tanti calciatori brasiliani. Thiago Silva racconta: “Sarei potuto anche diventare un controllore, come mio fratello maggiore. Quando ero vicino all’idea di mollare il calcio, mia madre mi ha dato un ultimatum, dicendomi che se avessi rinunciato al calcio avrei lavorato come mio fratello. Ho lottato per raggiungere il mio sogno, quello di diventare un giocatore di alto livello. Se avessi fallito, sarei sicuramente seduto su un autobus oggi”.

Thiago Silva soffriva di una malattia che lo stava portando alla morte: la tubercolosi. Gli fu diagnosticata in Russia, motivo per cui non scese mai in campo con la Dinamo Mosca. Da quel momento parte una corsa contro il tempo per salvarlo, viene ricoverato e per ben 6 mesi è costretto, a soli 21 anni, a dare l’addio al calcio giocato. Due settimane in più e non ce l’avrebbe fatta. Forse un segno del destino, un miracolo, ma dopo un anno è tornato a giocare ed è diventato uno dei difensori più forti del mondo.

Tanti gli aneddoti raccontati dal brasiliano. Eccone uno: “Un giorno, durante una seduta di allenamento, ci fu Gattuso che passò tutta la mattinata a stuzzicare Ibrahimovic. Era lì che lo provocava e Ibra incassava apparentemente senza dire nulla. In realtà la sua vendetta sarebbe arrivata da lì a poco. Rino e Zlatan si incontrarono di nuovo a fine seduta negli spogliatoi e Ibra sollevò di peso il compagno ribaltandolo e gettandolo nel cestino della spazzatura. Fu una cosa pazzesca, cominciammo tutti a ridere pensando alla faccia di Gattuso. Vi giuro che non riuscii a smettere di ridere per circa una settimana”.

Un retroscena sul suo passaggio al Psg: Ibra mi chiamò: ‘Thiago, ma vai davvero al PSG ?’ ‘Si, è fatta, ho appena firmato’. Mi ha detto: ‘Niente scherzi eh?! Se non ci vai, io non firmo. E se mi hai mentito, ti vengo a prendere'”.